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Venerdì 26 Gennaio 2007 - Libertà

Alla Fondazione di Piacenza e Vigevano incontro con i filosofi Italo Testa e Rino Genovese

La metafisica, un bisogno attuale
«Cacciata dalla porta è rientrata dalla finestra»

Che cosa lega la musica jazz alla filosofia? Dove la riflessione filosofica e il jazz possono incontrarsi? La risposta è: nel concetto di improvvisazione, nella composizione istantanea che si esprime, per quanto riguarda la musica, nelle "jam session" jazzistiche e che può esprimersi, per quanto riguarda il pensiero filosofico, in particolari momenti di conversazione e di dialogo tra studiosi della materia.
Questo, per lo meno, è quello che è successo nell'esperimento realizzato da Rino Genovese e Italo Testa, che ha portato alla pubblicazione del libro Ragione impura, di cui i due studiosi hanno parlato ieri pomeriggio a Piacenza.
Presentati al pubblico da Eugenio Gazzola, curatore del ciclo di incontri Il pensiero di cui l'appuntamento di ieri faceva parte, il filosofo Rino Genovese, docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa, e il piacentino Italo Testa, docente all'Università di Parma e all'Università Ca' Foscari di Venezia, hanno raccontato come l'incontro di un gruppo di filosofi - giovani e meno giovani - riunitisi per due giorni in una villa a Rapallo a discutere su metafisica e immaginazione su un piano di completa parità e affidandosi alla libertà dell'improvvisazione (seppur coniugata al rigore filosofico), abbia dato luogo a un vivo e animato dibattito sul tema.
Un metodo nuovo, dunque, utilizzato per affrontare un tema antico: quello della metafisica, a sua volta non più così consueto nel pensiero contemporaneo.
I partecipanti alla jam session filosofica riportata nel libro, infatti, si sono ritrovati a discutere sulla base di un saggio di Italo Testa, nel quale partendo dalla presunta fine della metafisica, data per scontata da molti filosofi dell'era contemporanea, si afferma invece che tale fine corrisponde in realtà a una trasformazione del sapere metafisico, segnando l'accesso a un'epoca in cui l'immagine della metafisica è cambiata.
«Se prima la metafisica era gestita in modo esclusivo dai filosofi - ha spiegato ieri Testa - oggi assistiamo a una proliferazione di immagini metafisiche che vanno al di fuori della filosofia, per annidarsi ad esempio nella letteratura di genere, nei romanzi e nei film di fantascienza, e che sono un chiaro sintomo della sua sopravvivenza».
«Quando si è dichiarata morta la metafisica - ha aggiunto Rino Genovese - si è dichiarata morta in realtà una certa maniera di fare filosofia, ritenendo che non sia più possibile avere dei principi primi assolutamente certi, e si è cercata una filosofia che analizzasse le pratiche quotidiane. Proprio da qui, tuttavia - ha sottolineato ieri il filosofo - le immagini metafisiche che si annidano nei romanzi o nei film di cui parla Italo Testa offrono la possibilità di aprire altri mondi, di farci pensare a cose a cui non avevamo mai pensato, venendo così a testimoniare il forte bisogno di metafisica che l'uomo ha ancora oggi».
«Per questo - ha aggiunto Genovese - possiamo affermare che la metafisica, cacciata dalla porta, è rientrata dalla finestra».

CATERINA CARAVAGGI

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