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Sabato 20 Gennaio 2007 - Libertà

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food ospite di "Testimoni del tempo" alla Fondazione

«Difendiamo l'identità culinaria»
Torna il viaggio lungo il Po sulle orme di Mario Soldati

Una platea piuttosto numerosa ha accolto ieri sera il presidente onorario di Slow Food Carlo Petrini, ospitato in seno alla rassegna Testimoni del tempo, all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Al tavolo dei relatori, oltre a Petrini, l'organizzatore della rassegna Eugenio Gazzola e l'assessore alla cultura del Comune di Piacenza, Alberto Squeri. Gazzola ha introdotto l'ospite ricordando il suo costante impegno alla difesa dell'enogastronomia e dell'ecogastronomia, ricordando al pubblico che l'attività di Petrini risale alla fine degli anni '70, quando egli fondò Arcigola, in seno all'associazionismo Arci; nel 1986, invece, nacque l'ormai famosissima associazione Slow Food, una realtà che coinvolge 130 paesi in tutto il mondo.
Oggetto dell'intervento di ieri sera è stato una sorta di bilancio dell'attività svolta da Slow Food negli ultimi anni: bilancio affatto positivo, con all'attivo dell'associazione un importante convegno intitolato Terra Madre, l'istituzione della prima università mondiale di scienze gastronomiche ed un progetto intitolato Viaggio lungo la valle del Po. Proprio da quest'ultima iniziativa che esordirà il 26 settembre e si concluderà il 20 ottobre dell'anno in corso ha preso le mosse il frizzante e lucido intervento di Carlo Petrini. Egli ha precisato che l'iniziativa del viaggio lungo il Po - iniziativa che interesserà studenti e docenti - intende omaggiare l'omonimo viaggio di Mario Soldati, compiuto e filmato in una serie di puntate Rai tra il 1957 e 1958; di quell'esperienza, Slow Food intende sottolineare la portata antropologica e culturale, legata alla scienza del bene produrre e mangiare, oltre che evidenziare la componente per certi versi profetica delle posizioni di Soldati rispetto ai fatti documentati. Egli aveva intuito che lo sviluppo incondizionato dell'Italia di quegli anni stava travolgendo la società contadina, nella convinzione che solo la nuova civiltà industriale fosse degna di seguito. Non certo con il discutibile obbiettivo di fare un'apologia gratuita del mondo antico, ma con la sola pretesa dell'oggettività, occorre dire che detta visione era miope e limitata. Con approccio umorale e tradizionale, Soldati intuì che la trasformazione del mondo rurale, l'attitudine di vilipendere la tradizione e da ultimo la filosofia dell'iperproduttivismo avrebbero portato alla distruzione del cordone ombelicale del gusto e del sapore, DNA antropologico - per fortuna - impossibile da cancellare.
Sono questi alcuni dei concetti che stanno alla base del progetto del Viaggio lungo il Po organizzato dall'Università di scienze gastronomiche; ed in un certo qual modo si tratta di idee di generale applicazione anche all'offerta formativa dell'università nel suo complesso. Un ateneo, l'Unisg, con sedi a Pollenzo e Colorno che vanta la presenza di studenti provenienti da 32 paesi del mondo; una realtà universitaria che intende formare una nuova generazione di operatori nel mondo della gastronomia, consapevoli della portata pluridisciplinare della scienza del cibo e forti di una buona preparazione antropologica. Gli studenti dell'università di Slow Food saranno i paladini dell'identità culinaria dei vari paesi.
E anche quest'ultimo problema ha trovato nel corso della serata di ieri ampia ed approfondita trattazione, quando Carlo Petrini ha parlato di Terra Madre: un convegno che ha coinvolto 1.600 comunità del cibo, provenienti da 152 paesi. «Gli intellettuali della terra e dei mari» - usando qui la felice espressione impiegata da Petrini stesso - hanno in tale occasione discusso di agricoltura sostenibile, di organismi geneticamente modificati, di equo-solidarietà, giungendo alla conclusione che le forze locali, per non scomparire, devono unirsi in una rete di località che ne preservi le identità singolari, pur proiettandole nell'insieme in un contesto economico globale.

SALVATORE MORTILLA

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