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Domenica 7 Gennaio 2007 - Libertà

Incanti mozartiani con le "stelle" del Nicolini.
Brillanti esecuzioni dei giovani solisti Pozzoli, Mascagna e Pelliciari

In un gremito teatro Municipale.
Ovazioni per il concerto accompagnato dall'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini diretta da Alistair Dawes.

PIACENZA - Assistere al concerto dell'altra sera, in un affollato Teatro Municipale dove si sono esibiti Corrado Pozzoli, Rita Mascagna e Liù Pelliciari, è stata un'esperienza che ha lasciato nell'animo un doppio sentimento. Soddisfazione per aver assistito a tre intense esecuzioni mozartiane e speranza per un futuro migliore.
Sì. Perché Pozzoli, Mascagna e Pelliciari hanno saputo mostrare il loro talento, visibilmente emozionati per una prova tanto difficile quanto importante come quella di suonare con l'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini diretta da Alistair Dawes, e la loro serietà. I tre protagonisti, la cui età si aggira attorno ai vent'anni, fanno davvero sperare in un bel futuro, musicale e umano, per la loro bravura e la loro serietà.
Per quanto riguarda la preparazione, va detto che la storica e rigorosa scuola del conservatorio "Nicolini" ha gloriosamente dato i suoi frutti, ancora una volta, come da lunga tradizione. E - Orchestra Cherubini a parte - le realtà musicali nel Piacentino sono davvero brillanti e fiorenti.
Pozzoli, diplomato con il massimo dei voti e specializzando con il maestro Marco Alpi, frequenta contemporaneamente il corso triennale di jazz con il contrabbassista Attilio Zanchi. Vincitore di due borse di studio, ha alle spalle la registrazione di un cd con musiche di Bach e varie esibizioni. La sua concentrazione al pianoforte ci ha ricordato il noto pianista-mugolatore Glenn Gould, così come i movimenti del corpo che accompagnavano l'esecuzione del Concerto n. 13 in do maggiore K 415. Una partitura scritta in modo tale che il solista deve essere in grado di far emergere la sua parte rispetto all'orchestra, che elabora i Temi mentre i tasti seguono il disegno sinfonico. Sfida che Pozzoli ha portato a termine, brillando nella cadenza del primo movimento. Dopo l'atmosfera rassicurante dell'Andante, il concertista è approdato al terzo movimento, che termina sfumando sul tema iniziale del primo, in modo inatteso e del tutto eccezionale per Mozart.
Dopo le ovazioni del pubblico, sul palco è salita Rita Mascagna, già molto apprezzata e conosciuta per i suoi numerosi meriti. Diplomatasi in violino al "Nicolini" sotto la guida di Maria Caterina Carlini, Rita si sta specializzando in indirizzo solistico. Tanto che, dopo aver superato l'audizione per entrare nell'Orchestra Cherubini sotto la guida di Muti, ha deciso, per questioni di tempo, di abbandonare quell'impegno troppo oneroso per poter studiare e continuare a fare esperienza come solista. La sua prossima tappa sarà la prestigiosa Royal Academy of Music di Londra e siamo certi che Rita incanterà il pubblico anglossasone, specialmente dopo la sua esecuzione perfetta del Concerto n. 3 in sol maggiore K 216. Una pagina mozartiana intrisa di venature malinconiche, il cui inizio implica energia e carattere e che, nello stesso tempo, approda a momenti di grande cantabilità. La graziosa Mascagna, che è parsa emotivamente la più controllata dei tre, ha saputo giostrarsi tra luci ed ombre, passando di colore in colore fino al Rondò finale, in cui i salti da un ritmo all'altro sono stati condotti con estrema spontaneità. E gli applausi sono sgorgati a lungo.
Infine Liù Pelliciari, bellezza botticelliana che al violino possiede un suono delicato e puro quanto la dolcezza dei suoi lineamenti, ha eseguito il Concerto n. 5 in la maggiore K 219, scelto da lei stessa (cambiato rispetto al programma orginale). Una scelta che la violinista, diplomatasi al conservatorio di Piacenza con l'insegnante Carlini e già alla ribalta su prestigiosi palcoscenici, ha compiuto con criterio. Fin dalle prime note ha infatti saputo infondere espressività dando enfasi alla bellezza melodica della partitura e sottolineando la forte contrapposizione dei singoli movimenti. Tre Tempi di grande attrattiva, che hanno coinvolto gli spettatori nel profondo.
Che bella cosa aprire il Teatro a tanta bella e dotata gioventù: un'esperienza - suggeriamo - da ripetere.

Eleonora Bagarotti

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