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Mercoledì 3 Gennaio 2007 - Libertà

Ma il Maestro Muti conosce lo stato della cultura a Piacenza?

Esempio da non seguire

Negli auguri rivolti alla nostra città dalle pagine di Libertà, il Maestro Muti ha indicato in Piacenza un esempio da seguire in Italia come città che ha posto arte e cultura al centro della sua vita.
Si tratta di un parere molto autorevole di una personalità indiscussa e indiscutibile del mondo artistico e musicale a livello mondiale, parere che, come tale, va considerato con rispetto e attenzione, anche se collide clamorosamente con un diffuso giudizio del mondo dell'arte e della cultura locale e non che ritiene che a Piacenza arte e cultura siano le cenerentole della situazione.
Che l'operazione Orchestra Cherubini e la presenza del Maestro Muti a Piacenza siano un evento culturale di eccezionale importanza nessuno, credo, lo contesta. Certo non io. Da sempre, cercando di evitare di esprimermi su argomenti dei quali non dispongo di tutti i necessari strumenti informativi e critici, mi guardo bene dall'entrare nelle questioni di merito di carattere musicale o amministrativo che l'operazione comporta e quindi, anche in questo caso, mi attengo, come metodo, al giudizio di persone che nel settore godono della mia fiducia, come ad esempio il Maestro Muti.
Detto questo, mi chiedo se l'operazione Orchestra Cherubini, in sé, sia sufficiente a qualificare una politica amministrativa in campo artistico e culturale e a farne globalmente un esempio a livello nazionale. Oppure, forse, nella formulazione di questo giudizio non dovrebbero entrare anche valutazioni su altri aspetti?
E, soprattutto, mi chiedo, il Maestro Muti è al corrente di tutti questi altri aspetti?
Sa per esempio il Maestro Muti che la maggior istituzione nel campo delle arti figurative della città, la Galleria Ricci Oddi, è dal punto di vista istituzionale un "non soggetto", non essendosi provveduto alla definizione del suo nuovo Status Giuridico? Sa che la stessa non ha ancora definito un suo Programma generale né una chiara definizione della sua "Mission"? Sa che nel passato la stessa Istituzione ha subito il furto del suo gioiello, un Klimt, del valore di alcuni milioni di euro, senza che nessuno, a nessun livello, sia stato chiamato a risponderne, né ieri, né oggi.?
Sa il Maestro Muti che le Amministrazioni cittadine non hanno ancora deciso che cosa fare, dal punto di vista gestionale e di politica culturale, del Palazzo ex-Enel destinato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano alle arti figurative?
Sa il Maestro Muti che le due mostre a livello nazionale da tenere a Palazzo Gotico ripetutamente promesse dalle Amministrazioni sono svanite nel nulla e che Piacenza non ha a tutt'oggi una struttura civica propria per l'attività espositiva?
Sa il Maestro Muti che Piacenza non ha un Centro Culturale Civico degno di questo nome? Sa che la Biblioteca Civica Passerini Landi è da anni senza un proprio Direttore specifico, che la stessa è in ristrutturazione senza che sia noto il Progetto culturale generale della Biblioteca e l'assetto che questa dovrà avere una volta finiti i lavori e che la stessa è chiusa (per fare un esempio) non solo la domenica ma anche il sabato pomeriggio dalle 16.30?
Sa il Maestro Muti che nei lavori del piano di definizione degli assetti futuri della città, chiamato "Vision 2020", sono da sempre assenti l'arte e la cultura e che nel suo Comitato Strategico è da sempre, se non formalmente certo di fatto, assente il rappresentante del mondo artistico e culturale? Sa che tra i Progetti Bandiera per il futuro della città presentati manca qualsiasi progetto che riguardi l'arte (e di fatto anche la cultura)?
Sa il Maestro Muti che esiste da tempo una frattura profonda tra il mondo dell'arte e della cultura, al di là dei rapporti di convenienza e clientelari, e le Amministrazioni della città? Sa che la Consulta della Cultura in quasi tre anni di vita non è mai stata chiamata ad esprimere un parere su qualche questione amministrativa significante? Sa che questa Amministrazione si rifiuta categoricamente di costituire una Consulta delle Arti in cui non solo le Associazioni ma anche le singole personalità artistiche possano partecipare ai processi artistici e culturali della città?
Sa che non esiste a Piacenza una politica organica riguardo gli spazi fisici per l'arte e la cultura e che si procede a tentoni, a tentativi e a colpi di mano al riguardo? Sa che secondo le affermazioni del Sindaco questa città dovrebbe già avere da più di un anno il "Teatro per la Prosa" nel Salone dell'Ex Cavallerizza, secondo un progetto rilevatosi poi insostenibile?
Sa il Maestro Muti che questa città, anche in campo artistico-culturale è dominata da conventicole più o meno clientelari, spesso fortemente conservatrici e comunque dominate da "secoli" dagli stessi inossidabili personaggi o da nuovi arrembanti yuppies culturali di partito?
Mi chiedo se il giudizio del Maestro Muti sarebbe stato meno perentorio se egli fosse stato al corrente di queste cose, e di tante altre spesso non certo edificanti, che riguardano il rapporto di chi amministra ed ha amministrato questa città con l'arte e la cultura. Sarebbe stato più prudente anche essendo evidente che questo suo giudizio sarebbe stato usato per zittire, specie in campagna elettorale, ogni voce critica (Ubi Maior Minor Cessat)?
Infine, qualcuno dovrebbe informare il Maestro Muti, che in una recente intervista televisiva ha ringraziato tra gli altri l'Assessore alla Cultura del Comune di Piacenza per il sostegno avuto, che a Piacenza il Teatro Municipale dipende dall'Assessore alle Politiche Scolastiche, all'Infanzia ed al Turismo che ha la delega anche per il Teatro e quindi non ha niente a che fare con l'Assessore alla Cultura che ha invece anche la delega per il Commercio.
Anche questo è un esempio organizzativo-amministrativo, in campo culturale, da esportare come modello?

Alberto Esse - Operatore artistico e culturale -

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