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Lunedì 18 Dicembre 2006 - Libertà

Pedroni, dalla storica versione di Lavronskij all'ultima ispirazione

Sulla medesima partitura di Prokofiev

PIACENZA - In occasione dell'apertura della stagione del Municipale dedicata alla danza, frutto della collaborazione tra la Fondazione Toscanini e Teatro Gioco Vita, si è tenuto l'altra sera al Ridotto del teatro il primo appuntamento di Reading Dance 2007, dal titolo "Da Lavrovskij a Bigonzetti: le trasformazioni di Romeo e Giulietta".
Un incontro voluto, come ha ricordato il curatore Stefano Tomassini, non solo per presentare lo spettacolo che aprirà la stagione di balletto piacentina, ossia il Romeo and Juliet di Aterballetto firmato da Mauro Bigonzetti e Fabrizio Plessi, ma per accompagnare l'evento spettacolo con riflessioni di storia della danza che permettano di conoscere a trecentosessanta gradi la storia, le partiture, i maggiori interpreti, le diverse rivisitazioni e le caratteristiche stilistiche e coreografiche degli appuntamenti in cartellone.
L'incontro è voluto essere un viaggio attraverso le diverse versioni del Romeo e Giulietta, balletto che più di ogni altro è stato riletto, smontato, attualizzato e ribaltato ed in particolare ci si è soffermati su quelle versioni realizzate sulla partitura di Prokofiev.
A ricostruire l'evoluzione di questo balletto attraverso la storia e i filmati è stata la bravissima critica della danza Francesca Pedroni affiancata dal maestro Massimo Ciarella, pianista della Scuola di ballo del Teatro alla Scala, che si è invece soffermato sui diversi temi che costituiscono la partitura di Prokofiev eseguendoli dal vivo. Dalla storica versione del 1940 presentata al teatro Kirov di San Pietroburgo con la coreografia di Leonid Lavrovskij, caratterizzata dall'impeccabile stile accademico della leggendaria interprete Galina Ulanova, nonché dalla netta contrapposizione tra sentimento privato e conflitto sociale, i presenti hanno quindi assistito, supportati dalle immagini e dai brani musicali, ai cambiamenti apportati nelle successive versioni, in particolare in quelle occidentali firmate dai coreografi britannici Cranko e MacMillan con protagoniste rispettivamente Marcia Haydèe e una giovanissima Alessandra Ferri, nelle quali i due giovani amanti venivano dipinti come paladini dell'amore contro ogni diktat sociale conferendo al balletto poeticità e armonia.
Ci si è quindi soffermati sulle diverse caratterizzazioni dei personaggi: dalla Giulietta e dal Romeo russi particolarmente impostati nei movimenti, ai più spontanei interpreti delle versioni occidentali i cui movimenti erano caratterizzati dalla fluidità, fino al vivace e focoso Romeo della versione firmata da Nureyev nel 1978, per arrivare alla versione del coreografo franco-albanese Preljocaj in cui una disincantata Giulietta sceglie il suo Romeo e insieme si oppongono ad una immaginaria dittatura.
Tante versioni quindi accomunate dalla medesima partitura che come nello spettacolo di Bigonzetti, è stata smontata, rivista e resa in modi diversi e che ancora oggi, come testimoniano gli artisti di Aterballetto, continua ad ispirare la creatività dei coreografi moderni.

ari. bel.

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