Domenica 17 Dicembre 2006 - Libertà
Inaugurata allo Spazio Rosso Tiziano la mostra-omaggio a vent'anni dalla morte
Foppiani, maestro del fantastico
Il lungo percorso degli artisti della "Scuola di Piacenza"
"Il 5 agosto 1986 Gustavo Foppiani moriva e lasciava un vuoto enorme, che ancora oggi si avverte. A lui si riconducono il felice percorso della pittura piacentina che va sotto le insegne del fantastico, del sogno e dell'ironia e un'influenza autorevole sulle nuove generazioni di artisti". Alcuni importanti capitoli di questa storia sono ora presentati allo Spazio Rosso Tiziano, in via Taverna, 41 dove ieri si è inaugurata la mostra Foppiani e gli artisti piacentini del fantastico, curata da Stefano Pronti e accompagnata dal catalogo (Tipleco edizioni), da cui è tratta la citazione iniziale. Organizzata con la collaborazione dell'assessorato alla cultura del Comune, per il quale ieri è intervenuto l'assessore Alberto Squeri, il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e di altri sponsor, l'esposizione racchiude opere di Foppiani, Luciano Spazzali, Cinello, Armodio, Carlo Berté, Romano Tagliaferri, Stefano Canepari, Gaetano Peratici, Alberto Gallerati, Giancarlo Braghieri, Giuseppe Tirelli, Lella Bertante e il pavese Pierangelo Tronconi ("esponente più del realismo sociale che del fantastico, ma da sempre in contatto con l'ambiente piacentino").
Un ideale omaggio a Foppiani, nel ventennale della sua scomparsa. «Elemento comune a tutti questi artisti - annota Pronti - è la narratività di un contenuto più o meno fantastico, che diventa spunto per percorsi comunque originali», come il racconto dell'Odissea trasfigurato nel fiabesco gioco dell'oca di Cinello o gli archetipi di città di Foppiani o ancora gli ironici enigmi di Armodio. Nel 1995 Romano si era divertito a ritrarsi come una maschera in costume, nel suo La scuola di Piacenza, intenta a risarcire gli squarci di un paesaggio collinare che rivelava essere il sipario di un teatro, con attori Armodio, Foppiani, Bertè e Cinello (con lui, aveva condiviso lo studio in piazza Duomo).
Per lo Spazio Rosso Tiziano questa mostra è anche un modo per ricordare i 18 anni di attività, che Maurizio Sesenna nelle sue Confidenze sul catalogo rievoca così: "1986. Il parroco di San Sepolcro, responsabile dell'ex chiesa dei SS. Nazzaro e Celso, ha saputo della mia idea di concentrare in un solo luogo un certo numero di botteghe d'arte (restauratori, artigiani, artisti, antiquari, architetti) e ritiene che l'edificio possa fare al caso mio. Da sempre passo di lì, ma non ho mai visto l'interno della chiesa. I mestieri (improbabili per un luogo del genere) ospitati nell'ultimo secolo l'hanno davvero ridotta male, anche se è difficile (per me impossibile) sottrarsi alla magia intatta dei suoi mille anni di vita. Due anni di lavori". Nel frattempo tramonta il primo progetto ("troppo fuori dagli schemi per la nostra città") e nasce la Rosso Tiziano, con la prima mostra (1989) dedicata a Filippo De Pisis.
Foppiani e gli artisti piacentini del fantastico è visitabile fino al 21 gennaio, orario: 9.30-12.30 e 15.30-19; domenica: 16-19; chiuso lunedì e festività.