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Sabato 16 Dicembre 2006 - Libertà

Servile, intensa ode a Rossini
Insieme a Beretta, Bonfanti e Pierattelli

Tampa Lirica - Nell'applaudita serata al Nicolini dedicata all'opera buffa

Piacenza - Gioachino Rossini (1792-1868) è stato un grandissimo compositore, un protagonista indiscusso nel contesto musicale europeo, il geniale innovatore del melodramma italiano e lo straordinario inventore di una nuova sensibilità musicale tanto lontana dal lento e cadenzato ritmo settecentesco quanto allineata allo spigliato ed a tratti misticheggiante Romanticismo.
Nonostante incomprensioni e critiche di ambito tedesco (Schumann in particolare), non disdegnò travolgenti incursioni nel comico al punto che le sue opere buffe costituiscono - secondo un critico - «un gigantesco dialogo tra burlato e burlatore» riuscendo altresì nella maturità a fondere perfettamente i termini musica e dramma.
E non è stato dimenticato, tutt'altro. L'altra sera si è infatti conclusa la brillante iniziativa Gioachino Rossini e l'opera buffa - organizzata da conservatorio Nicolini in collaborazione con centro musicale Tampa lirica, sostenuta da Assessorato alla cultura del Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Regione Emilia Romagna e circolo lirico "Gianni Poggi" di Castelsangiovanni - con un ricco spettacolo tenuto nella sala dei concerti.
Protagonisti promettenti cantanti come il soprano Giovanna Beretta, il baritono Mauro Bonfanti ed il tenore Manuel Pierattelli affiancati da un baritono di notevole talento e già affermato non solo sulla scena italiana, il genovese Roberto Servile; al pianoforte Elio Scaravella.
Programma interessante, sintesi delle romanze più significative del maestro pesarese ma non solo: inizio con Oh dei verd'anni miei, romanza dell'"Ernani" di Verdi con Servile; quindi Beretta ha riproposto un'aria poco conosciuta, Il mio bel sospiro, da "Scale di seta". Bonfanti si è poi esibito nell'aria più famosa di Rossini, vero e proprio manifesto di un'epoca, Largo al factotum, da "Il barbiere di Siviglia" Pierattelli ha poi eseguito Vieni fra queste braccia, da "La gazza ladra", rientro di Servile con il prologo de I pagliacci. Poi Beretta con Bel soffio lusinghier, da "Semiramide", Bonfanti con O miei rampolli femminini da "La cenerentola", ancora Pierattelli che ha rivisitato "L'italiana in Algeri" con Languir per una bella. Il finale è stato affidato a Servile con Nemico della patria da "Andrea Chènier". Acclamato bis con Servile sulla scena che ha ripreso La morte di Rodrigo dal "Don Carlos" di Verdi. Tutti bravi i solisti: in Beretta solidità tecnica, timbro limpido, versatilità vocale; tempra energica, voce estesa e ben impostata Bonfanti mentre Pierattelli ha mostrato buon volume, voce morbida e vellutata. Servile ha invece confermato le non comuni doti vocali e l'eccellente presenza scenica, indubbiamente uno dei cantanti tecnicamente più preparati della sua generazione. Pubblico attento e numeroso, efficace presentazione di Carla Fontanelli presidente della Tampa lirica, ottimo il maestro Scaravella che ha mostrato chiarissima qualità di suono e veloci passaggi.

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