Martedì 12 Dicembre 2006 - Libertà
Franco Volpi spiega il pensiero di Heidegger
Oggi alle 17.30 incontro alla Fondazione
Sarà un incontro di non trascurabile interesse quello che oggi si terrà alla Fondazione di Piacenza e Vigevano: si parlerà di filosofia e più precisamente di Martin Heidegger, senza dubbio uno dei più controversi filosofi della contemporaneità. "Nel sentiero di Heidegger" titola infatti la serata (ore 17.30, all'auditorium di via Sant'Eufemia), il cui relatore sarà un esperto del filosofo e del suo pensiero ovverosia il professor Franco Volpi, docente dell'Università di Padova. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni nazionali dedicate ad Heidegger, in occasione di un duplice anniversario che ricorre a cavallo tra il 2006 e il 2007: i 70 anni dall'uscita di una delle opere più importanti del filosofo, Essere e Tempo (1927) e i 30 anni dalla morte del pensatore (1976). Assieme a Volpi, prenderà parte alla serata Franco Toscani. Il pensiero di Heidegger si contraddistingue per il tentativo di riproporre nell'età contemporanea un problema che in altri tempi fu il centro dell'indagine filosofica: la questione dell'essere. Problema apparentemente elementare, ma invero di portata tutt'altro che trascurabile, se ciò che piuttosto la speculazione heiddegeriana rivela è l'assenza nella contemporaneità di risposte coerenti a fronte della questione, parendo il senso stesso del problema sfuggire. Se siamo senza risposte, afferma il filosofo tedesco, è perché nell'epoca attuale, assorbita dai risvolti settoriali del sapere e dai successi della tecnica, sembra non si avverta neppure più il bisogno di porre certe domande. Occorre dunque ridestare la comprensione della domanda sull'essere, riscoprendo la metafisica in termini di "domanda", appunto, mentre oggi siamo portati a considerare l'essere come il concetto più semplice e più ovvio, tanto semplice e ovvio che sembra non costituire neppure un problema.
La filosofia di Heidegger sembra dunque voler risalire alla radice dei problemi filosofici, e soprattutto del problema filosofico per eccellenza, che egli ravvisa nell'interrogativo aristotelico, intorno alla questione dell'ente in quanto ente, ossia all'essere dell'ente. Ma quale la novità allora, visto che Heidegger ripropone una questione diciamo così "tradizionale" della speculazione filosofica? Forse il tema più innovativo della riflessione del filosofo tedesco riposa sulla consapevolezza che il pensatore bene evidenzia che il problema dell'essere non poteva avvenire sulla base di una ripresa della metafisica tout court, ma esigeva al contrario un approccio più ampio al problema, forte della presenza in seno alla questione di due nuovi poli di riflessione: l'uomo e il tempo.
s.m.