Lunedì 4 Dicembre 2006 - Libertà
La Toscanini guarda Oltreoceano
Itinerario tra le musiche di Bernstein, Barber e Hanson
Massimo Quarta ospite d'onore del quinto appuntamento della concertistica al Municipale
PIACENZA - L'America degli anni '30, affacciata sul baratro della Grande Depressione, non si gettò avida di svaghi e distrazioni soltanto tra i ritmi trascinanti di Duke Ellington, Fats Waller, Benny Goodman e Count Basie. Non si abbandonò unicamente tra le braccia dell'era dello swing. Accanto alle radici afro-americane, continuò a guardare con interesse alla tradizione musicale europea.
Nel 1918 nasceva Leonard Bernstein, il primo direttore d'orchestra di fama internazionale venuto al mondo negli States, e qualche anno prima avevano visto la luce Samuel Barber (1910) e Howard Hanson (1896), i tre compositori scelti dalla Fondazione Toscanini per il viaggio Oltreoceano nel quinto appuntamento della stagione concertistica al Teatro Municipale, calorosamente applaudito dal pubblico.
L'itinerario dell'Orchestra della Fondazione "Arturo Toscanini", diretta da David Agler, si è mosso agile tra celebri pagine dei tre autori, rimaste ancora oggi nel repertorio Usa, anche se non altrettanto conosciute in Italia. Ospite d'onore della serata, il violino di Massimo Quarta, nel Concerto op. 14 scritto da Barber nel 1939, eseguito per la prima volta a Philadelphia due anni dopo. Quarta al Municipale aveva inaugurato il precedente cartellone concertistico, nella doppia veste di solista e direttore, suonando lo Stradivari "Berthier" del 1716, lo strumento preferito dal maestro ungherese Ferenc de Vecsey, poi affidato a Franco Gulli. Di proprietà della Fondazione milanese pro-Canale, fondata da Paolo Peterlongo, il "Berthier" 1716 è solo uno dei gioielli di questa collezione di antichi archi, che annovera tra i suoi tesori più preziosi lo Stradivari "Conte De Fontana", del 1702, già appartenuto al sommo David Ojstrach e oggi in comodato a Massimo Quarta, che l'altra sera lo ha portato con sé al Municipale, come precisato nel programma di sala (dettagliatissimo sugli interpreti, non altrettanto sui brani proposti).
La serata si è aperta con l'Ouverture The School for Scandal (1931-1933) che segnò un momento importante nella carriera di Barber. Non a caso l'ispirazione proviene da una famosa commedia di Richard Sheridan, La scuola della maldicenza (1777), gustosa e complicata satira su malcostumi universali. Barber era infatti un appassionato lettore e più volte ha attinto alle pagine della letteratura in inglese. E l'orchestra della Fondazione Toscanini ha ripercorso il delicato e repentino inseguirsi dei temi, che rievocavano la frizzante atmosfera del testo teatrale di Sheridan, con camei ritagliati per i fiati.
Il neo-romanticismo di Barber si è ancor più palesato nel Concerto per violino op. 14, del quale Massimo Quarta ha modulato i differenti umori, ora appassionato, ora vivace e guizzante come un folletto, assecondando la versatilità virtuosistica che - narra la leggenda - era stata espressamente richiesta dal committente, un facoltoso industriale, e soprattutto da colui che doveva esserne il primo interprete, Iso Briselli.
Prima di lasciare il palco, Quarta ha concesso due fuori programma, dedicati al nume tutelare, Niccolò Paganini (di cui ha registrato i 24 Capricci nel 2004), e a Eugène Ysa˙e (le cui sei Sonate, ciascuna intitolata a un grande violinista, sono attese su cd nel 2008).
Nella seconda parte, la briosa Ouverture (1956) di Leonard Bernstein per lo sfortunato musical Candide (da Voltaire) e il lirismo della Sinfonia n. 2 di Howard Hanson, emblematicamente conosciuta come Romantica e che, rispetto alla restante produzione del compositore influenzato soprattutto da Grieg e Sibelius, è intrisa anche di echi stravinskiani, del musicista di origine russa emigrato negli Usa nel 1939 e docente alla Harvard University, quando Hanson insegnava alla Estman di Rochester.
Anna Anselmi