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Giovedì 7 Dicembre 2006 - Libertà

Unicoop in aiuto del Telefono Rosa
e la sua casa per donne maltrattate

Cinquemila euro donati dalla cooperativa, che festeggia i 20 anni

La Cooperativa Unicoop di Piacenza,nell'ambito delle iniziative svolte per ricordare i 20 anni della sua fondazione, offre il primo mattone alla casa rifugio per donne maltrattate che il Comune aprirà entro primavera 2007, affidandone la gestione all'associazione Telefono Rosa Piacenza. Ieri ,alla sede dell'Unicoop di piazza Cittadella, Stefano Borotti e Manuela Barbieri, rispettivamente presidente e vice presidente della cooperativa "rosa" (215 dipendenti, su 234 totali, sono donne), hanno consegnato un assegno di 5mila euro - raccolti mediante una 'colletta' tra tutti i soci di Unicoop - a Donatella Scardi, presidente di Telefono Rosa, il centralino anti-violenze di Piacenza; con loro, l'assessore ai Servizi sociali Leonardo Mazzoli. Il contributo messo sul piatto da Unicoop concorrerà all'avvio delle attività all'interno della struttura di accoglienza per donne vittime di violenza, servizio che il Comune ha insediato in un complesso edilizio della città che è stato restaurato (l'indirizzo non viene comunicato a tutela delle future ospiti), a cui verrà affiancata la nuova sede di Telefono Rosa (attualmente operativa al Centro per le famiglie della Farnesiana). «Questo contributo - ha detto il presidente di Unicoop Stefano Borotti consegnando l'assegno alla Scardi e alle volontarie - intende rappresentare un gesto simbolico di solidarietà sociale, compiuto dalle donne della cooperativa, che rappresentano la parte numericamente più rilevante dei nostri soci, alle donne di Telefono Rosa». Per la presidente dell'associazione che raccoglie a Piacenza gli "sos" delle donne vittime di soprusi - in allarmante aumento, soprattutto quelli subiti in ambito familiare - l'aiuto offerto da Unicoop «oltre a rappresentare un importante segnale di attenzione nei confronti della nostra realtà - ha fatto presente la Scardi - risulterà di estrema utilità per far partire tutte le attività della casa rifugio, il cui avvio - ha concluso la presidente di Telefono Rosa - rappresenta una necessità ormai impellente, visto il crescente numero di donne in difficoltà». Nella struttura troveranno sede, almeno inizialmente, quattro posti-letto. «I locali - ha annunciato Mazzoli - saranno disponibili entro la primavera 2007, con l'auspicio che per tale data possa essere già operativa la copertura finanziaria del servizio inclusa nel nuovo bilancio comunale».

(sim.seg.)

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