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Martedì 12 Dicembre 2006 - Libertà

Foppiani e gli artisti del fantastico
In mostra gli iniziatori della "scuola di Piacenza"

Da sabato allo Spazio Rosso Tiziano per ricordare il ventennale della morte del pittore

A vent'anni dalla morte di Gustavo Foppiani una mostra allo Spazio Rosso Tiziano racconta Foppiani e gli artisti piacentini del fantastico. L'esposizione, curata da Stefano Pronti, verrà inaugurata sabato alle 17.30 nella galleria ospitata nella ex chiesa dei SS. Nazzaro e Celso, in via Taverna, 41. Uno spazio che accoglierà nel presbiterio - ha spiegato ieri Pronti - le opere degli iniziatori della "scuola di Piacenza": Gustavo Foppiani, in primis, con una decina di dipinti e altrettanti acquerelli degli anni '50-'70 e '80; Luciano Spazzali (da Arlecchino del 1952 a Fiori allo zoo del 1984); Cinello (otto lavori, tra cui un'Odissea del 1978, dedicata "un poema che per lui è stato una rivelazione") e, nelle cappelle lungo le navate, Armodio (del quale, in dieci "tappe", si ripercorre l'attività quarantennale, da un galeone della serie dipinta a fine anni '50 al Caffè da parata del 2006), Carlo Bertè, Romano Tagliaferri, Giancarlo Braghieri, Gaetano Peratici, Alberto Gallerati, Lella Bertante, Beppe Tirelli e, un po' appartato, il pavese Pierluigi Tronconi. «Un artista oggi ottantacinquenne che non è un interprete del realismo fantastico, semmai del realismo sociale», ha precisato Pronti, «ma lo abbiamo coinvolto nella mostra perché da tempo in contatto con l'ambiente piacentino, dove ha conosciuto Foppiani, ma soprattutto come lui è stato sempre coerente con se stesso».
Ieri allo Spazio Rosso Tiziano, per presentare l'iniziativa, sono intervenuti, oltre al curatore, il titolare della galleria, Maurizio Sesenna, e l'assessore alla cultura del Comune, Alberto Squeri. L'ente ha contribuito, con la Fondazione di Piacenza e Vigevano e altri sponsor, alla realizzazione della mostra, «un omaggio doveroso a Gustavo Foppiani e agli altri artisti del fantastico» ha detto Squeri, ricordando in particolare la figura di Romano Tagliaferri, scomparso la scorsa estate e suo insegnante al liceo scientifico "Respighi".
Sesenna ha parlato della valenza multipla della manifestazione, nella ricorrenza dei 18 anni dall'apertura dello Spazio Rosso Tiziano e dei 20 anni dalla morte di Foppiani, in «un ideale abbraccio con gli artisti che non ci sono più e gli amici di oggi». Sulla mostra, che sarà visitabile fino al 21 gennaio, si è soffermato Pronti, a partire da quel termine, "scuola di Piacenza", «citazione dotta dalla storia dell'arte che proprio negli anni '50 identificava così gli artisti del cantiere della nostra Cattedrale, all'inizio del XII secolo influenzati da Wiligelmo e da Nicolò. Il concetto - ha proseguito Pronti - è stato poi esteso e applicato all'arte contemporanea da due critici, uno piacentino e uno belga, per indicare una proposta di lettura della realtà non esteriore, ma interiore, in uno specchiamento nel proprio intimo».

ANNA ANSELMI

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