Giovedì 7 Dicembre 2006 - Libertà
L'appello
La Madonna della Bomba chiede aiuto
ai piacentini
Domani, 8 dicembre, inaugureremo il nuovo "Reparto Protetto" della Madonna della Bomba, cioè una struttura realizzata per gli anziani non autosufficienti. La data non è stata scelta a caso: l'8 dicembre, Festa dell'Immacolata, coincide infatti con l'anniversario di fondazione dell'istituto voluto, nel 1903, da monsignor Francesco Torta, una realtà che ha intrecciato la sua storia con quella di diverse generazioni dei piacentini in un rapporto affettivo che non è mai venuto meno. Per la gente, la nostra gente, la "Bomba" e quel lungo fabbricato giallo del Facsal con la chiesetta incastonata, sono una presenza familiare e, penso di non esagerare, quasi rassicurante.
Ora l'istituto si arricchisce di un servizio che le esigenze affiorate in questi anni hanno reso indispensabile, nel rispetto peraltro delle finalità di assistenza ai ciechi e sordomuti che il fondatore aveva indicato. Qui devo fare un piccolo passo indietro. Negli Anni Sessanta, con l'avvento della scuola dell'obbligo e l'integrazione scolastica dei soggetti portatori di handicap, i bambini con problemi di vista ed udito, che all'inizio del secolo avevano trovato nella "Madonna della Bomba" l'unico riferimento assistenziale ed educativo, non vennero più collocati in Istituto. L'attività dell'istituto venne quindi concentrata soprattutto sull'accoglienza ambulatoriale di minori con disturbi psichiatrici o motori, mentre per le ospiti non vedenti, che cominciavano ad invecchiare, la struttura divenne una Casa Albergo, che, in considerazione dell'ampia ricettività venne aperta a chiunque e non solo a ciechi e sordomuti, che conservarono comunque diritto di precedenza. Siamo negli Anni Ottanta.
E' passato altro tempo. Molti di questi ospiti purtroppo ci hanno lasciato, altri sono diventati non autosufficienti a causa della vecchiaia e delle malattie. Compresi i nostri non vedenti e non udenti. Che cosa fare? Dirottarli verso case di riposo attrezzate e quindi costringerli a lasciare quella che ormai era diventata la loro casa in cui, nonostante l'handicap, si muovevano con dimestichezza e facilità? Interrompere inoltre rapporti umani che erano diventati più che di parentela con il Consiglio abbiamo deciso di no e ci siamo gettati, con entusiasmo misto, non lo nascondo, a qualche timore, in una nuova impresa: la realizzazione di un "Reparto Protetto" in grado di assistere persone non autosufficienti.
Quell'impresa, iniziata nel 2004, è ora giunta alla sua conclusione grazie a notevoli sforzi economici da parte dell'istituto, che ha dovuto procedere ad alienazione di beni, e grazie all'aiuto della Fondazione di Piacenza e Vigevano che ci ha dato quasi metà degli oltre 800.000 euro spesi per l'intervento, erogandoli nei tre anni 2005-2007. Alla Fondazione va la sincera gratitudine del Consiglio e mia e, ne sono certo, di tutti i piacentini.
Il reparto, che occupa l'intero primo piano verso il Facsal, ha 24 posti letto, suddivisi in camere singole e doppie tutte con bagno. E' dotato di sala da pranzo, sala di animazione con aria condizionata, infermeria, doppio ascensore, bagno assistito. Può inoltre contare su assistenza infermieristica qualificata e sulla assistenza medica.
Voglio dire anche i prezzi. Non sembri un'esagerazione contabile-amministrativa. Anzitutto perché è giusto che la cittadinanza sia informata. La stanza singola ha una retta giornaliera di 65 euro a persona, quella doppia di 60 euro a persona. Non sono cifre alla portata di tutti, anche se le abbiamo contenute più che potevamo, ma nonostante questo i posti sono già occupati e altre richieste sono in attesa. Ed a questa considerazione mi collego per l'altra parte della mia riflessione, la più importante, che so essere la stessa di tante famiglie alle prese con il problema, a volte drammatico, di anziani non autosufficienti che non possono tenere con loro. Ebbene, mi chiedo, è possibile che la nostra società, che si dice avanzata, non possa fare nulla? Vi sono persone costrette a dare fondo ai risparmi di una vita per poter essere assistite nell'ultimo scorcio della vita, vi sono figli che non ce la fanno a sostenere le rette, vi sono situazioni che toccano veramente il cuore.
Come "Madonna della Bomba" riteniamo di aver fatto quanto potevamo per tenere fede alla missione che ci è stata data dai nostri predecessori. In questi anni, per portare a termine il reparto e realizzare tra le altre cose la struttura "Dopo di noi" riservata a disabili adulti, abbiamo dovuto vendere beni che erano il frutto della generosità di tanti benefattori. Non ci è rimasto molto, ma faremo ogni sforzo per garantire un tetto a chi ha bisogno ed un'assistenza adeguata senza alzare troppo i costi. Un grande aiuto, non a noi ma agli ospiti e alle loro famiglie, sarebbe rappresentato dalla copertura di parte della retta, la cosiddetta quota sanitaria (22-23 euro al giorno), da parte dell'Ausl. Serve un'apposita convenzione, che per il momento non abbiamo. Ci speriamo. Perché se non c'è una forte presa di coscienza a tutti i livelli fra qualche anno solamente i ricchi potranno permettersi un posto in un "Reparto Protetto".
Ribadendo quanto ho detto all'inizio, io so che i piacentini sono vicini alla "Madonna della Bomba" come lo erano i loro padri ed i loro nonni. Lo so perché ce l'ha detto il gesto di quella donna non vedente, con noi da quando era ragazza, che venendo a mancare ha voluto dare i suoi averi a quella che era diventata la sua casa. Lo so perché me l'ha detto anche quella signora piacentina che, da Roma dove si era trasferita, ha scelto anche la Bomba come destinataria della sua eredità. E quei soldi sono arrivati proprio mentre ci accingevamo ad altre vendite per far fronte alle spese.
L'inaugurazione di domani è quindi più che mai aperta proprio ai piacentini. S'inizia alle 9 con il saluto del Vescovo. Alle 9,30 santa messa nella Cappella dell'Istituto. Seguirà la benedizione con il taglio del nastro. Quindi un momento di incontro e di scambio di auguri. Venite alla vostra "Madonna della Bomba".
don Giorgio Bosini
Presidente delegato dell'Istituto Madonna della Bomba - Scalabrini