Mercoledì 13 Dicembre 2006 - Libertà
Nuvolone torna alla carica: è un bene della comunità
«Serve un orario d'accesso certo
per gli Archivi storici bobiensi»
BOBBIO - «L'accesso agli Archivi storici bobiensi è un bene comune da rendere fruibile alla Comunità ed anche agli studiosi».
Ritorna sul problema accessibilità degli Archivi il professor Flavio Nuvolone, docente di Patristica all'Università di Friburgo e direttore scientifico della rivista Archivum Bobiense, nativo di Ottone Soprano. Nella Città di San Colombano, da più parti, viene manifestata l'esigenza di rendere più fruibile l'accesso ai documenti custoditi nei locali ubicati nelle sale dell'ex seminario vescovile. Nel contempo è stata fatta notare l'esigenza di adottare un orario per l'accesso e di esporre all'esterno degli Archivi una targa con i numeri telefonici per prendere eventuali appuntamenti. Anche il presidente della associazione Amici di Archivum Bobiense, nonché guida degli Amici di San Colombano, il professor Mario Pampanin, in occasione dell'ultimo convegno storico Bobbiese, aveva sottolineato «il ruolo essenziale degli Archivi storici bobiensi, che furono concepiti evidentemente non soltanto come uno strumento per fare memoria, per conservare i beni culturali archivistici di pertinenza ecclesiastica, ma anche come strumento per promuovere e sostenere studi di carattere storico dedicati a San Colombano, a Bobbio, alle tradizioni culturali dell'Abbazia, della diocesi». Promuovere comporta assicurare un servizio. Non è cosa semplice, perché suppone un orario e dell'assistenza agli utenti. Per ragioni svariate, nel tempo che ci separa dalla fondazione c'è stato un servizio assai discontinuo. «A due anni di distanza dal sorprendente trasferimento a Piacenza, a scopo catalogazione si seppe poi che una buona porzione è rientrata nella sede del Seminario vecchio di Bobbio. Ciò ha considerevolmente rassicurato gli abitanti della cittadina e rallegrato gli interessati alla documentazione archivistica che attendono quindi progressivamente il rientro della parte restante dell'Archivio, in tempi certi e, contemporaneamente, puntano alla attivazione dei servizi» prosegue Nuvolone.
«Anche durante questi ultimi mesi gli interessati, professori, ricercatori, studenti di Milano, Torino, Genova, o dalla Germania, hanno nella stragrande maggioranza contattato invano gli Archivi» aggiunge il professore. In sostanza viene chiesto che «un orario d'accesso venga introdotto al fine di consentire alla comunità scientifica italiana ed internazionale di proseguire nel cammino dello studio e della ricerca». In questo modo si contribuirebbe «ad un approfondimento della identità culturale della nostra gente». Perché «tendendo viva la memoria del passato, si possa lavorare alla vitalità anche del presente» conclude Nuvolone.
Paolo Carini