Venerdì 1 Dicembre 2006 - Libertà
Rossi, il mare torna in pianura
"Mare Padanum" viene presentato oggi in Fondazione
Le pescose acque del Mare Padanum, che milioni di anni fa copriva anche Gropparello e dintorni, tornano ad animarsi di vita nei racconti che Maurizio Rossi ha affidato alle pagine del suo nuovo lavoro. Il libro, che contiene quattro storie, raccolte sotto il titolo emblematico di Mare Padanum (che è anche quello del primo racconto), e postfazione di Claudio Vela, sarà presentato oggi alle 17.30 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via S. Eufemia, 12. Interverranno: Claudio Vela, docente di letteratura italiana alla Facoltà di musicologia dell'università di Cremona; lo scrittore e poeta Alessandro Fo, docente di letteratura latina all'università di Siena e Domenico Pinto, direttore editoriale della collana di narrativa della casa editrice casertana Lavieri, che ha pubblicato il volume. Presente inoltre anche il critico Antonio Pane. A coordinare l'incontro sarà Gaetano Rizzuto, direttore di Libertà, che in passato ha ospitato racconti di Rossi. In collaborazione con il Conservatorio "Nicolini", l'introduzione e la conclusione verranno invece affidate alla musica, rispettivamente con il Trio Fairy Tales di Schumann e la Sonata KV 303 per violino e pianoforte di Mozart, eseguiti da Rita Mascagna (violino), Rita Urbani (viola) e Sara Rossi (pianoforte), figlia dell'autore. Seguirà un piccolo buffet.
Dei quattro racconti, due in particolare sono ambientati sulle colline tra Sariano (dove abita l'autore), Gusano, Monterosso, il Riglio, il Rosello e i Baggini, paesaggio che per Rossi assume il valore di "paradigma di tutte le valli", di "teatro all'aperto dove mettere in scena i miei personaggi". Rudo si svolge invece tra le strade di una città, che potrebbe essere Parma o la stessa Piacenza, mentre Rune al pelo trasporta "in quel territorio magico per eccellenza che è la Lunigiana, tra convegni notturni di maghi e di streghe. In questa satira graffiante però faranno - anticipa Rossi - una brutta fine". Interpreti fissi sono Gerbasius (già noto ai lettori di Mille e non più mille, uscito nel 1998) e la sua "spalla" Panfilius, in fuga da un fantomatico Ufficio delle Pergamene. Li ritroviamo al volante di due autospazzatrici notturne (macchine che, come gli animali dei racconti, sono del tutto umanizzate) o a bordo di una Zil/Zis 110 degli anni Cinquanta, l'auto della nomenklatura sovietica, a inerpicarsi lungo i tornanti della Cisa.
«Si imbattono sempre in gente senza scrupoli, ma loro rimangono di un'onestà e di una verità evangelica. Incarnano la condizione dell'umile, che deve ripararsi dalle prepotenze dei potenti. Da vittime però, nello svolgersi della storia, diventano giudici e giustizieri». Da Sariano di Gropparello arriva un altro deus ex machina delle storie: Bernardo Becone, un gallo dalle mille risorse. "Vivo in una fattoria, dove non si uccidono mai gli animali e Bernardo è uno di questi nostri amici". Per Rossi, più che un libro, Mare Padanum è un film, «una pellicola ad altissima densità di immagini, un grande contenitore di storie magiche, un mondo dove va in scena un virtuosismo quasi alchemico per la trasformazione del reale».
ANNA ANSELMI