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Domenica 3 Dicembre 2006 - Libertà

Rilanciata al "Marconi" l'idea di un'orchestra aperta ai disabili

La musica abbatte le barriere

Un gruppo musicale che metta insieme le competenze di tutti i ragazzi - normodotati o diversamente abili -, ispirato ai lavori del bio-musicologo Alessandro Bertirotti di Napoli e al progetto dell'orchestra di disabili Esagramma di Milano, da fondare qui, a Piacenza, in collaborazione con l'intera rete di lavoro già esistente attorno al Centro Studi Fu.Lai.
A farsi anticipatrice della nuovissima proposta, ieri, Marina Partiti, presidente di Fu.Lai, protagonista alla sala dell'Isii Marconi del primo convegno internazionale sui possibili percorsi innovativi nella scuola (titolo del convegno, "La scuola di tutti, la scuola per tutti"). Un confronto a più voci, con relatori provenienti da mezza Italia, testimoni ciascuno di quanto la scuola possa fare nel compito di valorizzare i diversi talenti di ognuno (sotto i riflettori, per esempio, il progetto piacentino 2003-2006 "Un giorno al cinema per le diverseabilità", o l'esperienza napoletana, portata in mostra da Carla Canfora, del progetto Chance), ma, soprattutto, convinti di quanto straordinari possano essere i risultati di approcci e risorse messe in rete e realmente condivise da tutti.
«Qui, oggi - ha detto la Partiti - vogliamo dare traccia dei percorsi possibili. La scuola, anche quella piacentina, ha già in sé queste risorse, la sfida - ha fatto presente la presidente di Fu.Lai - è metterle insieme, in rete». Prima dell'intervento della Partiti, ieri nell'Auditorium del Marconi, erano venuti i contributi di Giuseppe Nenna (direttore generale della Banca di Piacenza, che ha sostenuto l'iniziativa), del professor Giovanni Marchioni, docente di Religione e direttore dell'Ufficio Diocesano di Pastorale scolastica, di Angiola Riccò (presidente della cooperativa Assofa) e di Giuseppina Astrua, presidente della Fondazione Caritas Pia Pozzoli "Dopo di noi". E se per la Partiti vale l'imperativo di fondo «vogliamo continuare ad essere una risorsa», una mamma dell'associazione piacentina Diversabili Persone Down, chiamata sul palco, ne fornisce chiara dimostrazione. Una esperienza di "felicità", racconta la signora, è stata l'avventura dopo la nascita di una bimba affetta da sindrome di Down, che oggi frequenta brillantemente il liceo linguistico Gioia. Nella sua storia di madre c'è tutta la fatica della sfida («Dovevamo farcela, come famiglia», racconta al microfono) ma anche l'emozione, oggi, di fare i conti con una ragazzina dotatissima in lingua inglese e competente in tutte le materie, appassionata giocatrice di scherma, scout dalla seconda elementare e da poco alle prese con il suo primo corso di chitarra: «Qualcuno mi chiede, per mia figlia: ma non è troppo? Io non ho imposto nulla. Mia figlia è entusiasta, e credo sia giusto porsi obiettivi alti, sempre».

(sim.seg.)

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