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Martedì 28 Novembre 2006 - Libertà

Prosegue il viaggio nel centro storico
Giorgio Fiori alla scoperta del quartiere di S. Antonino

Oggi alle 17.30 la presentazione con l'assessore Squeri e il presidente della Deputazione di storia patria Carlo Emanuele Manfredi Il quarto volume della collana edita dalla Tep dedicata ai palazzi e alle strade della città

Prosegue, nel rispetto della tabella di marcia, la poderosa opera in sei volumi di Giorgio Fiori dedicata al centro storico piacentino. Dopo i primi tre libri, pubblicati lo scorso anno, è ora pronto il quarto, Il secondo quartiere di Piacenza - degli Anguissola o di S. Antonino, che verrà presentato oggi alle ore 17.30 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via S. Eufemia, 12. Oltre all'autore, interverranno: Alberto Squeri, assessore alla cultura del Comune di Piacenza, e Carlo Emanuele Manfredi, presidente della sezione di Piacenza della Deputazione di storia patria delle province parmensi. La collana, edita dalla Tep, è formata da: due tomi introduttivi, con rispettivamente i criteri generali dell'opera e la copia in facsimile dell'Indice delle chiese e delle case, compilato nel 1737 per uso delle truppe austriache a presidio della città, più quattro volumi, uno per ciascun quartiere : degli Scotti o di S. Giovanni in Canale (uscito nel 2005); degli Anguissola o di S. Antonino; dei Fontana o di S. Eufemia (previsto nel 2007) e dei Landi o di S. Lorenzo (S.Savino) (atteso nel 2008).
Con il libro fresco di stampa, Fiori è dunque giunto a metà della sua indagine meticolosa su ciascun edificio del centro storico, condotta strada per strada, tenendo come guida l'elenco settecentesco, che invece procedeva per parrocchie. Un criterio che al lettore di oggi sarebbe risultato piuttosto farraginoso, per cui Fiori ha preferito seguire l'attuale stradario. Il secondo quartiere comprende i palazzi, le chiese e le case da Barriera Genova (già Porta S. Raimondo), passando per corso Vittorio Emanuele II (illustrato nel precedente volume) fino a Largo Battisti (piazza Cavalli rientrerà invece nel terzo quartiere, quello dei Fontana), via S. Antonino e via Scalabrini fino a Barriera Roma (già Porta S. Lazzaro). E' l'area sud-est della città, delimitata dall'antica Romea (via Scalabrini) e dalle mura cinquecentesche, sulle quali è stato tracciato il Pubblico Passeggio. «E' il quartiere della Piacenza bene», evidenzia Fiori. «Lo era già nel XVI secolo e lo è tuttora. Pensiamo ai palazzi sullo stradone Farnese, in via S. Antonino, in via Scalabrini, in via Verdi e nel tratto mediano di via S. Siro».
Nelle pagine, lo studioso piacentino ha riversato il frutto di una vita di ricerche compiute negli archivi, per arrivare a identificare, dove possibile, i committenti, i progettisti e gli artisti ai quali dobbiamo il volto urbano di Piacenza. Il tutto poi verificato puntigliosamente sul campo, in "una ricognizione a tappeto". «Questo è senz'altro il quartiere che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Siamo in una zona signorile, con abitazioni di notevole rilievo». Fiori ne documenta fotograficamente l'esterno e, ove consentito, gli interni (cortili, scaloni, sale e affreschi). «Per motivi di sicurezza, non sono stati fotografati arredi mobili». Oltre alle private residenze, sopravvivono chiese e conventi, alcuni aperti, altri chiusi o adibiti ad altri usi. La famiglia qui insediata, nelle vie attorno alla basilica intitolata al patrono della città e della diocesi, era quella degli Anguissola, ghibellini, che mantennero la loro influenza fino a metà del '500, quando l'arrivo dei Farnese modificò gli assetti. «Vi fu un generale rimescolamento anche nelle residenze e tante famiglie tradizionalmente guelfe acquistarono case nei quartieri ghibellini e viceversa quelle ghibelline nei quartieri guelfi (come quello degli Scotti), secondo le convenienze economiche e il gioco delle eredità». Le parrocchie storiche erano: S. Donnino, S. Martino in Borgo (entrambe soppresse), S. Antonino, S. Stefano (soppressa), S. Paolo, S. Salvatore (traslata in S. Anna)e, in parte, S. Alessandro (traslata in S. Teresa).

ANNA ANSELMI

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