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Mercoledì 29 Novembre 2006 - Libertà

Il consigliere Bergonzi critico sul rinnovo
«Fondazione chiusa ai cambiamenti»

E' critico Marco Bergonzi, membro del consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano in rappresentanza dei Comuni piacentini, sul recentissimo rinnovo del consiglio di amministrazione dell'ente di via Sant'Eufemia, riconfermato per altri due anni. Bergonzi - che chiarisce di aver votato contro questa soluzione - afferma che la «Fondazione si riconferma un centro di potere impermeabile a qualsiasi logica di cambiamento». Il consigliere ricorda che l'articolo 4 del Decreto legislativo 153 del '99, richiamato anche dallo Statuto piacentino, nel disciplinare gli organi della Fondazione stabilisce che questi «possono essere confermati una sola volta». Ma mentre due dei sei componenti del Cda erano al primo rinnovo, per i restanti si è trattato di un secondo rinnovo.
«Il Decreto Tremonti del 2004 sulle Fondazioni in effetti dà copertura giuridica a questo atto, azzerando quanto fatto prima - puntualizza lo stesso Bergonzi - tuttavia era auspicabile che il presidente cambiasse squadra e non ripresentasse al consiglio generale chi aveva avuto più di un rinnovo» spiega ancora l'esponente dei Comuni. Bergonzi ricorda anche che lo Statuto è stato cambiato a suo tempo per portare da 6 fino ad 8 i membri del Cda e così dare «maggior rappresentatività» allo strumento. «Ma non si voluto neppure ampliarlo, per mantenere la situazione ferma». I consiglieri sono rimasti sei. Dissenso, infine, per la bocciatura della proposta di far sì che uno dei tre rappresentanti assegnati alla Camera di Commercio dallo Statuto venisse individuato nel mondo del sindacato. «Una proposta che mi è stata rifiutata, ma che intendeva rafforzare le diverse rappresentanze sociali». Bergonzi lancia anche un invito alle associazioni e alle realtà della società civile che vogliano approfondire l'attività della Fondazione affermando di essere disponibile per favorire un dibattito allargato.
Le dimissioni di Sandro Loschi Da registrare che, nel corso dell'ultima seduta del consiglio generale, il consigliere Sandro Loschi, espresso dal mondo del volontariato, si è dimesso per impegni legati al ruolo sindacale. Ora le associazioni di volontariato sono chiamate a eleggere un loro rappresentante.

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