Martedì 21 Novembre 2006 - Libertà
Dedicato a Tarkovskij fra note musicali e letture
A vent'anni dalla morte del geniale cineasta
Domani sera l'evento in programma in Fondazione
PIACENZA - Una serata per Tarkovskij è il titolo dell'evento organizzato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Fondazione Gorbaciov-Italia e dall'Università degli studi di Pavia per celebrare il ventesimo anniversario della morte del geniale cineasta russo Andrej Tarkovskij.
L'omaggio alla sua arte fortemente introspettiva e densa di lirismo, si conpleterà nei primi mesi del 2007 con un convegno,in programma a Piacenza, e la presentazione, a Pavia, del volume degli Atti, alla presenza del figlio del regista e dello sceneggiatore Tonino Guerra, che con Tarkovskij collaborò per la sceneggiatura del film Nostalghia, girato in Italia.
Domani sera alle 21 l'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano ospiterà la prima iniziativa commemorativa. La serata sarà presentata da Nuccio Lodato e Maria Pia Pagani, dell'università di Pavia. Il contralto Mariacinzia Bauci e il maestro fisarmonicista Pierantonio Gallesi ricreeranno attraverso la musica le atmosfere oniriche rappresentate in tutti i film di Tarkovskij. Seguirà la lettura a due voci di brani scritti da Andrej Tarkovskij e dal padre Arsenij, poeta di fama, i cui splendidi versi furono inseriti dal regista nel film Lo specchio, ma anche da testi di Shakespeare e Dostoevskij.
Ci sarà poi un intervento di Veronica Zhuravel, presidentessa dell'associazione culturale italo-slava "Il volo della Gru" di Vigevano. Alla realizzazione dell'evento ha collaborato il giornalista Marco Beretta.
Andreij Arsenievich Tarkovskij nacque a Zavrazhe, nell'attuale Bielorussia, nel 1932. A Mosca iniziò a studiare musica e arabo. Dopo varie esperienze s'iscrisse alla Vgik, la scuola di cinema del Paese, dove si diplomò nel 1960 realizzando Il rullo compressore e il violino. Si fece notare a livello internazionale col film L'infanzia di Ivan (1962), amara storia di una giovane vedetta russa ambientata durante la seconda guerra mondiale che vinse il Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia. Il film successivo, Andrej Rublev (1966), cupa biografia di un pittore di icone del quindicesimo secolo, fu interpretato come un'allegoria dell'arte soffocata dall'oppressione politica e venne censurato dalle autorità sovietiche fino al 1971. Il film partecipò comunque al Festival di Cannes nel 1969, ma fu proiettato alle 4 del mattino dell'ultima giornata per evitare che vincesse qualche premio.
Seguirono due capolavori che segnarono la storia del genere fantascientifico: Solaris (1972), dal romanzo di Stanislaw Lem, che vinse il Gran Premio speciale della giuria al Festival di Cannes, e Stalker (1979). La censura sovietica sulla produzione artistica di registi e scrittori continuava a farsi sentire. Tarkovskij scelse di trasferirsi in Occidente. Nel 1983 realizzò appunto Nostalghia, meditazione malinconica sulla memoria e sull'esilio girata in Italia. Il suo ultimo film, Sacrificio (1986), fu invece girato in Svezia. Considerato da molti il suo testamento spirituale, vinse quattro premi al Film Festival di Cannes. Tarkovskij morì di cancro a Parigi nel 1986.
Alessia Strinati