Lunedì 20 Novembre 2006 - Libertà
Municipale - Teatro gremito per la prova dell'opera di Donizetti nell'appuntamento dedicato alla memoria di Fernandi
Muti, così facciamo nascere il Don Pasquale
Con la "Cherubini", Desderi e i giovani del cast serata frizzante
PIACENZA - «Questa serata è dedicata alla memoria di Giorgio Fernandi, grande amico del Teatro Municipale e personalità di riferimento nel mondo musicale della nostra città, scomparso il 20 luglio 2006 dopo una lunga malattia che ha combattuto con immenso coraggio. Amico del maestro Goitre, Fernandi è stato presidente del Coro Farnesiano, membro del consiglio direttivo della Società dei Concerti e presidente degli Amici della Lirica. La sua competenza ha contribuito alla realizzazione dei tre cd Le grandi voci piacentine, edita in occasione del bicentenario del Municipale. Fernandi ha approvato la scelta dell'Amministrazione comunale della Fondazione Toscanini, quale ente accreditato per proporre prestigiose stagioni musicali, così come ha espresso vivo entusiasmo per la nascita dell'Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti, vista da Fernandi come una straordinaria opportunità che avrebbe collocato la nostra città in posizioni d'eccellenza nel panorama musicale internazionale. Assistere alla prova del Don Pasquale diretta dal maestro Muti con i giovani della "Cherubini" è il modo migliore per ricordare, con affetto Fernandi».
Così Giovanna Calciati ha presentato, l'altra sera al Municipale, la prova aperta del Don Pasquale dedicata a Fernandi. Una serata alla quale l'intera città di appassionati e conoscenti dell'ex presidente degli Amici della Lirica è accorsa, in un teatro tutto esaurito, in cui erano presenti, sedute a fianco della vedova di Fernandi, signora Giuliana, anche la signora Cristina Mazzavillani, moglie di Muti, e la figlia del direttore d'orchestra, la nota attrice Chiara. Non sono mancate le autorità, in primis il sindaco Roberto Reggi, e i rappresentanti delle istituzioni musicali piacentine.
Sul palcoscenico, per una serata un po' insolita ma molto interessante, c'erano naturalmente loro: i ragazzi della "Cherubini", Muti e il cast dei cantanti dell'opera (tutti gli interpreti ad eccezione di Gabriele Spina, che nella messa in scena avrà il ruolo del notaro, e del basso Nicola Alaimo), tutti vestiti sportivamente.
Muti da subito ha annunciato al pubblico il tenore informale della prova, in cui il primo atto è stato interpretato nel primo tempo dagli interpreti del primo cast (Mario Cassi nel ruolo del dottor Malatesta, Juan Francisco Gatell in quello di Ernesto e Laura Giordano nei panni di Norina) e, nell'ultima parte, da quelli del secondo (Bruno Taddia, David Alegret e Sandra Pastrana negli stessi ruoli).
In entrambi i cast, ha cantato il basso Claudio Desderi, che sarà Don Pasquale (alternandosi con Alaimo) nella messa in scena piacentina del 28, 29 e 30 dicembre, nell'ambito della stagione lirica.
L'opera, ha ricordato Muti, prima sarà messa in scena a Ravenna, trattandosi di una coproduzione di Teatro Alighieri e Municipale.
Dopo aver ringraziato gli interpreti per aver deciso di «mostrarsi pubblicamente nella prima prova con l'orchestra, mai avvenuto in precedenza», il maestro Muti ha introdotto l'atmosfera di tensione iniziale, spiegando per sommi capi l'opera di Donizetti. Il Don Pasquale è un dramma buffo in tre atti, su libretto di Giovanni Ruffini, che fa parte dell'ultima produzione del compositore, all'epoca già colpito dalla malattia mentale che gli causò la morte.
Ciononostante, ha ricordato Muti, «la meticolosità e la ricerca di perfezionismo del maestro ad un certo punto spinsero il librettista Ruffini quasi a rinunciare a porre il suo nome sul libretto dell'opera.
Ed ecco i personaggi: il basso Don Pasquale è un vecchio celibe, il tenore Ernesto ama la giovane e graziosa Norina, il dottor Malatesta è amico sia di Don Pasquale sia del giovane. Nell'opera c'è anche un notaio e la vezzosa Norina, dapprima sposa promessa che, alla fine, coronerà il suo sogno d'amore non con l'anziano ma con il giovane Ernesto, di cui è innamorata.
Nel primo atto gli interpreti sono entrati, via via accompagnati da un'esposizione musicale che li ha presentati nei loro caratteri. Muti ha invitato l'orchestra a seguire i cantanti e ha ripetuto per ben tre volte una frase evidentemente centrale nella preparazione della messa in scena vera e propria: «L'opera si fa ascoltando i cantanti».
Nel primo tempo, Muti ha interrotto più spesso i cantanti e gli strumentisti della "Cherubini", tanto da eccedere, grazie al trasporto della musica, un po' nei tempi previsti. Nel secondo tempo, tutto è stato più scorrevole sebbene certe imperfezioni fossero ancora presenti.
Nonostante da una prima prova non si possa giudicare con cognizione di causa, da sottolineare la Norina di Laura Giordano, perfettamente in parte, l'Ernesto di Alegret e il Don Pasquale di Desderi, la cui esperienza, come ha ricordato Muti, lo ha aiutato a preparare e a sostenere i giovani del cast.
Niente bis finale, nonostante le molte ovazioni. E infine, il sindaco Reggi ha donato un mazzo di fiori alla vedova di Giorgio Fernandi.
Eleonora Bagarotti