Lunedì 13 Novembre 2006 - Libertà
In mostra nel castello di Vigevano
Le scarpe impossibili esagerate e sfacciate di Vivienne Westwood
Oltre centoventi modelli delle scarpe impossibili, esagerate e sfacciatamente sediziose di Vivienne Westwood sono in mostra nella seconda scuderia del castello ducale di Vigevano fino al 19 novembre, nell'ultimo capitolo di un percorso sul tema del femminile, nei suoi risvolti artistici e sociali, proposto dall'assessorato alla cultura. La mostra Vivienne Westwood Shoes 1973-2006, a cura di Luca Beatrice e Matteo Guarnaccia, prodotta dal Mic (Museo internazionale della calzatura) e dall'assessorato alla cultura della città di Vigevano, promossa dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, suggerisce riflessioni sull'immagine della calzatura westwoodiana, dal punk di metà anni '70 al post-moderno di fine anni '80 fino agli esiti "impegnati" di oggi (nella collezione Ar, Active Resistence (to Propaganda), la Westwood esprime il suo dissenso dalla politica di Blair e Bush).
Sullo sfondo, l'idea di intrecciare anche un dialogo con Vigevano, capitale della scarpa, e con il Mic, che conserva la "pianella" quattrocentesca, forse appartenuta a Beatrice d'Este, l'illustre padrona di casa del XV secolo. Nell'esposizione permanente, ci sono anche modelli di Manolo Blahnik, Givenchy, Salvatore Ferragamo, Chanel, Dior, El Vaquero e altri.
Un itinerario attraverso scarpe-oggetti d'arte, che potrà essere percorso con lo stesso biglietto della mostra (3 euro intero; 2 euro ridotto). Se alcuni riferimenti tenuti presenti dalla Westwood sono espliciti (dal punk al feticismo, dal new romantic al voyeurismo estremo), Luca Beatrice ne individua altri più reconditi, nei quali la storia dell'arte diventa fonte di "sottili citazioni" per la stilista inglese. Il periodo preferito pare essere la seconda metà del '700, "epoca storica i cui l'arte figurativa sembrava in attesa di una grande trasformazione sociale - cosa che puntualmente avvenne con la Rivoluzione francese del 1789 - e nel frattempo si autorimirava in iperdecorazioni cariche di nostalgia e di un indecifrabile sentimento malinconico". Assonanze che il critico evidenzia nella collezione Voyage to Cithère, titolo di un famoso quadro di Antoine Watteau.
Tra le calzature, fa notare: l'influsso del tardo settecento sui Red boot with mirror buckles del 1989, della pittura fiamminga sui Toile print boot del 1996 ("stivali dipinti alla maniera di una ceramica di Delft"), del classicismo francese in Satyr d'Orsay pump del 1995, del dandismo dell'epoca vittoriana in Trompe l'oeil boot man del 1996 e dell'età del jazz ritratta da Scott Fitzgerald nella collezione Le flou faille del 2003. Il catalogo (editore Damiani di Bologna) contiene testi dei due curatori e della stessa Westwood.
ANNA ANSELMI