Mercoledì 8 Novembre 2006 - Libertā
Don Venturini, il "prete degli ultimi"
Domani in Fondazione la presentazione del volume di Fiorentini
Domani alle ore 17,30, all'auditorium della Fondazione, verrā presentato il libro di Fausto Fiorentini, ĢIl prete degli ultimi. Don Giuseppe Venturini, dal giornalismo alla Caritas e al Sinodoģ (introduzione del vescovo Monari; edizioni Berti - Il Nuovo Giornale). Interverranno il cardinale Ersilio Tonini, che ha conosciuto Venturini ai tempi della direzione del settimanale cattolico; Sergio Francalanci, amico fraterno di don Venturini e Paolo Rizzi dell'universitā Cattolica, uno dei giovani che sono cresciuti alla scuola morale del sacerdote. Su don Venturini un breve intervento dell'autore del libro.
Oggi la memoria di don Venturini č affidata soprattutto alla "Pellegrina" (č stato uno degli ideatori di questa casa), ma l'impegno del sacerdote si č sviluppato anche in altri settori: nel giornalismo cattolico, nella Caritas, italiana e piacentina, e nell'ultimo sinodo diocesano.
La sua scheda biografica: nasce nel 1926, č ordinato sacerdote nel 1950; č curato ad Agazzano e a Salsomaggiore quindi viene chiamato da don Ersilio Tonini, il futuro cardinale, a far parte della redazione del settimanale diocesano "Il Nuovo Giornale" che dirige dal 1963 al 1974. In questo periodo guida anche la seconda catena dei settimanali regionali, č il primo segretario della Federazione nazionale settimanali cattolici per passare, dopo il 1974, all'Agenzia Asca e quindi al quotidiano "Avvenire" dove segue il settore "Caritas". Nel 1980 č in Irpinia dove lo colpisce un virus che lo porta in fin di vita; riesce a guarirlo il professor Francalanci.
Rientrato in diocesi, nel 1981 il Vescovo gli affida la direzione della Caritas e in questa veste imposta un ampio programma di formazione andando al cuore di quello che č il vero compito dell'istituzione. Dā un sostegno fondamentale al Sinodo diocesano nel ruolo del segretario generale. Lavora anche in parrocchia, soprattutto al Corpus Domini. Muore il 1° novembre 1990. Per tutti gli anni '80 cura per "Avvenire" una pagina mensile sulla Caritas italiana: č una palestra importante che lo immerge nel cuore dei veri problemi della caritā cristiana.
Tre sono quindi i settori in cui, pur tra luci e ombre, don Venturini ha lasciato un'impronta importante: nel giornalismo cattolico č partito dal "Nuovo Giornale" e poi, progressivamente, ha ampliato la propria visuale: la collaborazione tra le diocesi emiliane; l'organizzazione come segretario dell'ancor giovane federazione nazionale dei settimanali cattolici; il lavoro nella redazione di "Avvenire" per il quale č inviato speciale in Irpinia per il terremoto del 1980. Rientrato in diocesi, i vescovi, prima Manfredini e poi Mazza, mettono a frutto le esperienze che aveva maturato e gli affidano la Caritas. Troppo spesso questa istituzione viene vista come una specie di agenzia per l'assistenza nei casi di calamitā, in realtā č una struttura ecclesiale voluta dalla Cei per formare le comunitā alla "caritas", cioč all'amore, che č poi uno dei princėpi fondamentali del Vangelo.
Venturini non perderā mai i collegamenti con il vertice della Caritas italiana, anzi negli ultimi dieci anni della sua vita sarā il suo portavoce e pertanto non meraviglia che, oltre a guidare la Caritas piacentina, sia nello stesso periodo l'anima del Sinodo diocesano, convocato da Mazza per fare il punto sul cammino della Chiesa locale.
E' merito suo se il Sinodo, che per pochi mesi non potrā vedere all'appuntamento finale, č molto attento al rapporto Chiesa-societā civile portando in primo piano gli ultimi (da qui il titolo del libro).
FAUSTO FIORENTINI