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Mercoledì 8 Novembre 2006 - Libertà

La vocalità mozartiana nei ruoli del "Così fan tutte"

Il ciclo di conferenze con Landini in Fondazione, bravi Dallavalle, Gissurarson, Ferrari e Myshketa

PIACENZA - Secondo ed ultimo appuntamento, l'altra sera in Fondazione, con il mini-ciclo di conferenze-concerto dedicate a La vocalità mozartiana, iniziativa che, ospitando per due lunedì di fila il noto musicologo (nonché critico musicale per il mensile "L'Opera") Giancarlo Landini, reca la firma degli Amici della Lirica ed il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Se nel corso del primo incontro l'affabile relatore aveva tratteggiato una sapida carrellata dei capricciosi, ma estremamente moderni personaggi muliebri evocati dalla penna del librettista Lorenzo Da Ponte, e musicalmente connotati ed esaltati dalle partiture del Salisburghese, ecco invece questa seconda serata apparire incentrata sulle rispettive controparti maschili.
Guglielmo, Sesto, l'inguaribile e diabolico seduttore Don Giovanni ed il suo alter-ego Don Ottavio, e ancora l'irresistibile Leporello, il tronfio Conte d'Almaviva, l'integerrimo Principe Tamino, in un inesauribile catalogo (quasi più vasto di quello snocciolato da Leporello a Donna Elvira in cui si ripercorrono le innumerevoli conquiste del padrone) di caratteri, casi umani, situazioni, al quale corrispondono, in maniera altrettanto spiccata, le scelte attuate dal compositore in fatto di tessiture vocali. Guglielmo, ad esempio, fra i personaggi maschili del Così fan tutte, giovane aitante e battagliero quanto superficialmente misogino, è incarnato da un baritono dalla vocalità brillante e leggera, che nell'aria del secondo atto Donne mie la fate a tanti, intonata da Graziano Dallavalle, sembra quasi "parlare cantando".
A supportare le tesi del musicologo, infatti, sono intervenute alcune giovani promesse del panorama belcantistico locale e non solo, chi più chi meno recentemente ospiti del sodalizio filolirico di vicolo Serafini: il mezzosoprano Stefania Ferrari, il basso-baritono di origini albanesi Gezim Myshketa (che sostituiva il basso Andrea Patucelli, purtroppo indisposto) ed il tenore islandese Gissur Pall Gissurarson, terzo classificato all'ultima edizione del Premio Labò indetto dagli Amici della Lirica, oltre che al già citato Dallavalle, come sempre magistralmente accompagnati dal pianista Elio Scaravella.
La presenza di una voce femminile ad una lezione sulla vocalità maschile, ha quindi proseguito Landini, si spiegava in ragione di due essenziali motivi: «Da un lato la tendenza, ancora in voga nel Settecento, di affidare la parte dell'eroe, essere eccezionale, superiore, sorta di monstrum, di fenomeno, intendendo il termine nel primigenio significato latino, ad un "musico", ovvero un castrato, sostituito oggi da una voce femminile non eccessivamente acuta: è il caso di Sesto, fra i protagonisti maschili de La clemenza di Tito, dal quale la Ferrari ci ha proposto la celeberrima aria Parto, parto ma tu ben mio; dall'altro, dicevamo, la consuetudine, inaugurata dallo stesso Mozart con la figura di Cherubino, di rendere la voce acerba di un adolescente, come il paggetto malizioso de Le nozze di Figaro, impiegando una voce ancora una volta femminile: Ferrari ci ha così regalato, quasi in chiusura di serata, l'aria di Cherubino dal secondo atto Voi che sapete.
Va da sé che, autentiche miniere di personaggi concreti, a tutto tondo, come si suol dire, non più semplici caratteri propri della Commedia dell'Arte, Nozze e Don Giovanni sono state le opere di Mozart più "gettonate" della serata: dalla prima infatti, Dallavalle ha interpretato l'aria del Conte Hai già vinta la causa, calandosi a pennello nel ruolo dell'Hidalgo spocchioso; parallelamente Myshketa, che poco prima avevamo ascoltato in un perfetto Don Giovanni nella serenata Deh vieni alla finestra del II atto, ed in un altrettanto ben delineato Leporello nel già menzionato Catalogo, ha invece indossato le vesti di Figaro in Aprite un po' quegli occhi.
A Gissurarson, infine, i ruoli-principe per tenore: Ottavio ne Il mio tesoro intanto e Tamino, protagonista de Il flauto magico, con l'Aria del ritratto
.

Alessandra Gregori

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