Sabato 4 Novembre 2006 - Libertà
In mostra la storia della "Filodrammatica"
Documenti, fotografie, autografi e locandine dal 1825 ad oggi
S'inaugura oggi alle 17 alla Galleria Ricci Oddi l'esposizione che celebra i 180 anni della Società piacentina
La Società Filodrammatica Piacentina narrata attraverso documenti, manifesti, biglietti e fotografie dei grandi protagonisti e degli altrettanto indispensabili comprimari di una storia che ha superato il secolo e mezzo di vita. Filo - 180 anni di passioni teatrali è la mostra che si inaugura oggi alle 17 alla Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, in via San Siro, 13. L'esposizione, patrocinata dal Comune, organizzata in collaborazione con il museo e sostenuta anche da Fondazione di Piacenza e Vigevano e Camera di Commercio, rimarrà visitabile fino a domenica 26 novembre (ingresso gratuito), dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, chiuso il lunedì.
Scandita in nuclei tematici, la mostra ripercorre una vicenda profondamente intrecciata con la storia cittadina. «Come tutti i figli, anche la Filodrammatica Piacentina - scrive Umberto Fava nel libro Filo. Questa sera si recita la storia, pubblicato in concomitanza con le manifestazione per il 180° anniversario - assomiglia alla madre, ossia a Piacenza, la sua città. Le rassomiglia nel temperamento e nel volto, nei pregi e nei difetti, nei sorrisi e nei bronci, nella nebbia e nel sereno. Si specchiano, si potrebbe dire, l'una nell'altra. La Filo racconta la storia di Piacenza, ossia la storia di piacentini che hanno amato ed amano il teatro, ed amano ed hanno amato la loro città; e Piacenza racconta la storia della Filo, ossia di gente che ha fatto del teatro una ragione di vita. Sono più di due vite parallele: sono vite intercomunicanti, interattive».
Tra le antiche carte presentate negli spazi sotterranei della Ricci Oddi, l'atto che sancì la nascita della Filo, firmato da Maria Luigia d'Austria il 30 agosto 1825, lo statuto e il regolamento della Società, ma anche i costumi goldoniani del 1750 donati dalla duchessa ai filodrammatici e soprattutto, a far rivivere i primi cento anni di attività, concorrono le locandine degli spettacoli.
Tra gli autori più rappresentati, spicca Goldoni. Ci si aggiornava però anche con i titoli dei contemporanei. Ecco il manifesto del 1909 del risorgimentale Romanticismo di Girolamo Rovetta, con il quale si teneva a battesimo il teatro dei Filodrammatici di via S. Franca, prima ospitati a Palazzo Mercanti. Tanti gli autografi di eminenti personalità della critica e dello spettacolo che sono passate di qui: da Dario Niccodemi a Nino Besozzi, da Anton Giulio Bragaglia ad Annibale Betrone, da Sabatino Lopez a Giovanni Testori (alla "prima" piacentina di La Maria Brasca), compresa una delle più celebri primedonne della scena italiana di fine '800, Adelaide Ristori.
A due grandi attrici, che hanno mosso i primi passi proprio alla Filo, è riservata una sezione particolare. Si tratta di Maria Melato, che aveva avuto come primo istruttore Alfredo Bazzani senior, e di Bianca D'Origlia, animatrice della compagnia romana D'Origlia-Palmi, destinata a influenzare artisti come Carmelo Bene e Paolo Poli.
Con fotografie, articoli di Libertà e copioni, si arriva fino a oggi, passando per allestimenti chiave come La maschera e il volto di Luigi Chiarelli, rappresentato il 21 novembre 1925, l'anno del centenario. Nel pubblico, lo stesso drammaturgo e Luigi Pirandello. Si entrerà poi nel mondo delle commedie dialettali di Egidio Carella e tra i lustrini della stagione d'oro dell'operetta, favorita dalla passione di Giulio Lommi. In mostra anche quadri di Giuseppe Sidoli, Giacomo Bertucci, William Xerra, Giacomo Malfanti e altri. Nella rotonda d'onore, verrà esposto il bozzetto del sipario Le visioni di Alfieri, dipinto nel 1857 da Bernardino Pollinari.
ANNA ANSELMI