Martedì 7 Novembre 2006 - Libertà
L'Appennino di Fabrizio Capecchi
Stasera il libro del fotografo verrà presentato all'auditorium della Fondazione
Fabrizio Capecchi rappresenta un caso singolare: quello di una persona che si è innamorata, in maniera definitiva, di un luogo, e da quel momento alla conoscenza e alla valorizzazione di questo luogo dedica tutta la sua passione e tutte le sue energie. Molti anni fa gli capitò di scoprire il nostro Appennino, quello che incrocia la nostra regione e le regioni vicine, la Liguria, il Piemonte e la Lombardia. A colpirlo furono la meraviglia del paesaggio, con l'andirivieni delle cime e gli scorci di una natura per lo più intatta, capace di trasformarsi nelle varie stagioni, e d'altra parte anche le testimonianze rimaste di una popolazione che in queste terre aveva abitato e lavorato: e dunque le strade, le antiche case di pietra, i castelli arroccati, le chiese modeste della campagna.
A Capecchi venne l'irresistibile voglia di vivere questi luoghi, scartando subito le deprecabili abitudini del turista o del viaggiatore frettoloso; e da allora passò gran tempo sull'Appennino, recuperando, per quanto era possibile, stili di vita di un tempo, pratiche sobrie e severe e volutamente lontane da quelle tipiche della nostra modernità. Forse allora Capecchi corse qualche rischio, forse fu sul punto di abbandonare il commercio con gli altri uomini per viversene rintanato sui monti, tutto concentrato a riesumare un genere di vita che la civiltà attuale rende di fatto impossibile. Poi la via d'uscita venne trovata, e consistette in una sorta di compromesso: Capecchi avrebbe condotto la sua vita camminando e vivendo sul nostro Appennino ma avrebbe cercato di far condividere ad altri la gioia della sua esperienza, incessantemente fotografando quegli scenari incantati e poi scrivendo libri in cui l'insieme di osservazioni e riflessioni trovasse una sua sistemazione.
Nacque una vera e propria collana, Appennino meraviglioso, tutta di Capecchi, in cui sono usciti negli anni passati Un'isola tra i monti (1990), Fra Trebbia Aveto e Taro (1993), Un altro Oltrepò (1996) e Le vie del sale (2000), occasione per ricostruire e seguire gli antichi itinerari tra la pianura e il mare.
E ora esce questo Itinerari ed escursioni tra i nostri monti , che verrà presentato questa sera alle 21 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in cui l'obiettivo si fa più preciso e sistematico. Capecchi considera i gruppi montuosi fra il Trebbia e l'Aveto, dell'Oltrepò e del Tortonese, dalla catena dell'Antola al gruppo del Tobbio, fino alle zone più vicine alla costa ligure. Per ogni area geografica, introdotta da una cartina particolareggiata, le magnifiche (è proprio il caso di definirle così) fotografie di Capecchi, frutto di una paziente e severa selezione, sono accompagnate da un testo assai variegato in cui sono considerati aspetti geologici, antropologici e storici, senza neppure trascurare l'attualità.
Il lettore può dunque utilizzare quest'ultima fatica di Fabrizio Capecchi, coerentissima con il resto del suo lavoro, sotto differenti punti di vista. E' una guida escursionistica che offre innumerevoli spunti; è una sintesi, scritta con un linguaggio piano e accattivante, sulla realtà del nostro Appennino ed è, sopratutto, uno straordinario libro fotografico, di impressionante vividezza.
STEFANO FUGAZZA