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Giovedì 2 Novembre 2006 - Libertà

«Occupati già prima della laurea»
Molinari: Piacenza può diventare un polo internazionale

Lunedì a Milano si inaugura l'anno accademico del Politecnico: il direttore generale dell'ateneo parla dei progetti

Il Politecnico riaccende i motori. Lunedì a Milano, la cerimonia di inaugurazione del 144° anno accademico vedrà presente il ministro Luigi Nicolais (Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione) e tra i relatori - oltre al rettore Giulio Ballio -, il direttore amministrativo generale dell'ateneo, Giuseppino Molinari, piacentino e quindi particolarmente vicino alle sorti della sede locale di via Scalabrini, che ha saputo rilanciarsi in modo straordinario negli ultimi anni. «Piacenza oggi raccoglie i frutti del percorso fatto e il Politecnico crede in questo ateneo. Gli studenti sono aumentati, i nuovi iscritti sono più di duecento e tra le sedi del politecnico questa è l'unica che ha incrementato le immatricolazioni».

Un'inversione di tendenza, questa, accolta con orgoglio dall'università piacentina e che per Molinari si spiega con la qualità della nostra proposta didattica e la formidabile capacità di penetrare il mercato del lavoro: gli studenti ricevono proposte lavorative dalle aziende mesi prima di laurearsi. «Piacenza incomincia ad essere conosciuta fuori dai confini provinciali, molti studenti provengono da altre regioni e dal Sud, interessati alle lauree magistrali» spiega Molinari.
C'è la convinzione che le lauree quinquennali non debbano rappresentare necessariamente la naturale prosecuzione degli studi per studenti già iscritti ai corsi triennali, ma siano "calamite" capaci di esercitare una forza attrattiva su altre università, su laureati di Parma e Pavia, del Sud, come peraltro sta avvenendo.
Piacenza è dunque in netta fase espansiva dopo stagioni non facili. «Stiamo costruendo anche un progetto di campus internazionale incentrato sulla sede di via Neve - prosegue Molinari - e il messaggio agli enti locali è quello di sostenerci con borse di studio, alloggi. Piacenza su questi fronti è già favorita e credo che potremo elaborare un buon piano per accogliere un numero elevato di studenti da altri Paesi, saranno poi gli ambasciatori della città nel mondo. Importante anche la valenza europea che avrà la laurea magistrale in architettura».
Saldo è l'appoggio trovato nelle istituzioni, il feeling non manca. «Un grazie va al professor Renzo Marchesi, direttore di sede, come pure al predecessore Stefano Consonni. Hanno saputo rafforzare i rapporti con gli enti, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano alla Camera di Commercio, a Comune, Provincia e Confindustria, soggetti che hanno ben compreso come per lo sviluppo della città, l'innovazione e la tecnologia, quindi le facoltà di Architettura e Ingegneria, rappresentino opportunità notevoli».
Da citare la spinta innovativa dei laboratori Musp (macchine utensili) e Leap (energia). «Non mancheranno ricadute internazionali su Piacenza, su tempi medio lunghi, certo. L'ateneo è una garanzia, così come sono garantiti gli studenti che investono sulle nostre facoltà, richiesti già tre mesi prima della laurea». Strategico l'investimento sulla laurea magistrale in Trasporti e Logistica. «C'è un fabbisogno nazionale di duecento laureati all'anno e ne produciamo solo venti, lo spazio da occupare è ampio».
Crescono intanto le collaborazioni con il territorio in termini di know how, come per il progetto in gestazione a cura del Politecnico sulle aree militari. «Abbiamo decine di collaborazioni con i Comuni, il radicamento porta ad essere disponibili su tutti gli ambiti di competenza, dall'architettura al paesaggio, all'ambiente». In un panorama felice, l'unico neo è forse la mancanza della sede di Architettura nell'ex Macello, i lavori tardano. «Non ne facciamo un dramma, per ora riusciamo ad andare avanti con i progetti» commenta Molinari.

Patrizia Soffientini

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