Domenica 29 Ottobre 2006 - Libertà
Dal 2 allo Spazio Rotative l'innovativo allestimento di De Rosa e Westkemper apre "Altri Percorsi"
Suggestioni olofoniche per la tragedia di Elettra
piacenza - Un'attesissima e originale Elettra inaugurerà giovedì 2 novembre allo Spazio Rotative di Libertà, in via Benedettine 66, la rassegna Altri Percorsi, sezione dedicata al teatro di ricerca e di innovazione della stagione di prosa Tre per Te del Teatro Municipale di Piacenza, organizzata da Teatro Gioco Vita con il Comune di Piacenza e diversi sponsor. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino, ha riscosso enorme successo di pubblico e critica nelle ultime due stagioni.Proprio in considerazione della portata dell'evento, Teatro Gioco Vita ha scelto di aggiungere nuove date a quelle previste per la programmazione dello spettacolo, che rimarrà in scena nello spazio inconsueto di via Benedettine, gentilmente concesso da Editoriale Libertà, fino al 12 novembre (da giovedì 2 a sabato 4, e poi lunedì 6, martedì 7, mercoledì 8, giovedì 9, sabato 11 e domenica 12 alle ore 21; venerdì 10 alle ore 11 per le scuole). Sempre per le scuole Roberta Zanoli martedì alle 11.30 e alle 12.30 terrà un incontro di preaprazione alla visione dello spettacolo al Liceo Gioia, mentre ieri mattina ne ha condotto uno al Liceo Respighi.
Il testo di Hofmannsthal, ispirato alla tragedia di Sofocle, è riproposto in maniera innovativa dal regista Andrea De Rosa e dal sound designer Hubert Westkemper. Una grande parete di vetro delimita lo spazio scenico, separando gli attori dal pubblico e impedendo il passaggio di suoni e voci, che gli spettatori possono ascoltare solo indossando cuffie stereofoniche, per mezzo di una sofisticata tecnica di "ripresa del suono" detta olofonica.
Insieme alle voci degli interpreti - Frédérique Loliée, Maria Grazia Mandruzzato, Moira Grassi e Gabriele Benedetti - allo spettatore giungono così i suoni e i rumori di un ambiente più vasto, un paesaggio di stanze e corridoi, anfratti e camminamenti, con l'eco di musiche, il nitrire di cavalli, l'abbaiare di cani, lo scrosciare della pioggia, i passi furtivi, ecc.
A proposito di questa modalità di ascolto, Westkemper sottolinea: «Questo sistema permette di avere una percezione dello spazio molto dettagliata e sorprendentemente realistica. La sensazione di indossare la cuffia, infatti, viene presto dimenticata a vantaggio di una immersione totale nello spazio scenico».
Così, grazie all'uso degli olofoni in funzione di linguaggio, il testo di Hofmannsthal si trasforma in una suggestiva partitura sonora, in cui la tragedia di Elettra, ricondotta alle sue linee essenziali, è proiettata in una dimensione atemporale, sospesa. «Il tempo sembra bloccato - spiega Andrea De Rosa - tutto è immobile, da anni. Le azioni si ripetono sempre uguali, i riti si sono svuotati di senso, le parole faticano a trovare una strada. Come nella Elettra di Sofocle, cui questa è direttamente ispirata, si attende o si teme l'arrivo di Oreste, che verrà un giorno per uccidere la madre, Clitennestra. Ma il senso greco dell'ordine da ristabilire, che si accompagna a questa azione, si è come indebolito, si fa fatica a credere che egli verrà davvero, si stenta a ricordare perché. In questo tempo sospeso, i personaggi sembrano guardare in uno specchio rovinato ed opaco: aguzzano la vista, nella speranza di rintracciare un'origine, cercano un'immagine di sé che vogliono pura, al di sotto dei mille strati che il tempo vi ha steso sopra, ma più si avvicinano alla superficie riflettente, più essa si rivela irreparabilmente corrotta e deformata. Il senso di nostalgia per la purezza di quella immagine, il dolore che si scopre con la sua perdita, l'incapacità di trovare le parole giuste per raccontarlo, mi sembrano gli elementi chiave per la messa in scena di questo testo».
Queste caratteristiche fanno di Elettra uno degli spettacoli più sorprendenti delle ultime stagioni teatrali. Un evento da non perdere, che ha ricevuto diversi riconoscimenti per l'originalità delle soluzioni drammaturgiche e per il rivoluzionario sistema di amplificazione olofonica: lo spettacolo ha vinto infatti il Premio Girulà 2005 per la migliore drammaturgia e Hubert Westkemper il Premio Girulà 2005 per la miglior ripresa del suono, il Premio dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro 2005 e il Premio Ubu 2005.
Chiara Merli