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Sabato 28 Ottobre 2006 - Libertà

Piacenza terra "di passo"
Settanta citazioni illustri da Tito Livio a oggi

Presentato in Fondazione il volume "Passaggio a Piacenza"

"Piacenza è terra di passo". Questa frase, che spesso viene citata nella nostra città, fu scritta da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico attorno al 1509, e, nella sua interezza, fa parte delle 70 descrizioni di Piacenza raccolte nel volume Passaggio a Piacenza, che è stato presentato ieri pomeriggio all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Questa interessante pubblicazione è, infatti, un'antologia (la prima in assoluto) di testi scritti sulla nostra città e la sua provincia in 2.200 anni da autori di passaggio, da Tito Livio a Indro Montanelli. «Un libro - ha detto ieri il direttore di Libertà Gaetano Rizzuto, che coordinava l'incontro - che aiuta a conoscere la Piacenza di ieri, permette di capire la Piacenza di oggi e lascia immaginare la Piacenza di domani», attraverso settanta "sguardi forestieri" sapientemente raccolti e scelti dai due curatori del volume, Eugenio Gazzola e Stefano Pareti, e pubblicati grazie alla Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Come ha annunciato ieri il presidente Giacomo Marazzi, il volume costituisce la strenna natalizia di quest'anno della Fondazione e sarà posta in distribuzione gratuitamente a partire da metà dicembre.
Alla presentazione del libro hanno preso parte i due curatori dello stesso, Gazzola e Pareti, i quali hanno voluto sottolineare che il volume è una raccolta di citazioni, alla quale non hanno inteso aggiungere propri testi, decidendo di lasciar parlare la storia: quella di chi in più di due millenni è passato per il nostro territorio, fermando su carta impressioni, emozioni, ricordi o giudizi di ordine artistico, letterario, militare o politico, e quella della città che esce da tali sentimenti espressi.
Trattandosi, tuttavia, di una raccolta di sguardi forestieri, gli ospiti d'onore alla presentazione di ieri sono stati due non-piacentini: lo scrittore Sebastiano Vassalli (autore della prefazione al volume e di un breve capitolo dello stesso) e lo storico dell'arte Andrea Emiliani.
Da grande narratore qual è, Vassalli ha raccontato ieri al pubblico il divertente episodio da lui citato nella prefazione (talmente bello, a suo giudizio, che sarà anche nel suo prossimo libro), passando poi ad affrontare il tema del viaggio. «Questo libro - ha detto Vassalli - ci fa vedere come si viaggiava nel passato, con quale profondità di sentimenti e con quali conoscenze si guardavano le cose, e ci fa capire come invece oggi si viaggi distrattamente, senza sapere quello che si vede».
Il tema del viaggio, o meglio, della letteratura di viaggio, è stato infine toccato anche dall'intervento di Emiliani, il quale ha spiegato come la voce del viaggiatore sia molto importante per coloro che restano nella città e ne sono protagonisti, che aspettano di conoscere le opinioni degli illustri "forestieri" per guardare e vivere la propria città con più consapevolezza, godendo degli elogi e trasformando eventualmente le critche in uno stimolo per migliorarla.

CATERINA CARAVAGGI

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