Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Venerdì 27 Ottobre 2006 - Libertà

Faust, l'anima venduta per la fame di infinito

Conferenza sui tanti personaggi dalle pagine dei libri alla scena teatrale

I tanti Faust delle pagine dei libri e della scena teatrale, scienziati assetati di conoscenza e disposti tragicamente a barattare la loro anima pur di saziare la fame di infinito. Questo archetipo di una storia che ancora ci appartiene, immortalato nella tragedia cui Goethe si dedicò per quasi 60 anni, è stato affrontato ieri alla Fondazione di Piacenza e Vigevano attraverso le relazioni di Roberto Bottacchi, studioso del pensiero islamico medievale, e di Maria Giovanna Forlani, insegnante di storia e filosofia al liceo scientifico "Respighi". Assente il musicologo Quirino Principe che avrebbe dovuto concludere l'incontro.
Organizzata da Identità europea area Emilia, l'iniziativa è stata la seconda tappa di un itinerario cominciato - ha ricordato la responsabile, Daniela Braceschi - lo scorso anno analizzando la figura del libertino Don Giovanni. A Faust ci si è accostati ieri in modo progressivo, partendo dal contesto culturale del secolo XV, pervaso - ha spiegato Bottacchi - da un grado di irrazionalità, da un senso di morte e da profondi tormenti, che lo rendono ben più complesso dello splendido quadro di rinascita delle arti e del sapere, di risveglio dal torpore medievale, consolidatosi nell'immaginario, sulla scorta anche del fortunato saggio di Burckhardt, La civiltà del Rinascimento in Italia. Non tenerne conto, porterebbe a non capire - ha esemplificato Bottacchi - come in un clima considerato di fiducia nella razionalità umana, di riscoperta delle opere dei classici, potessero in tutta Europa essere celebrati processi di stregoneria, con accuse che oggi ci paiono assurde.
Due date aiutano aggravano l'atmosfera di cupa incertezza che avvolge la società: il 1348, con il dilagare della peste nera che segna una cesura con il ricco periodo precedente, e il 1453, con la caduta di Costantinopoli e dunque dell'impero romano che aveva dominato per millenni. Nel '400 arriva al suo apice un genere letterario come il memento mori, si diffonde la rappresentazione della danza macabra, insieme a quella altrettanto terrificante della decisione sulla destinazione finale nell'aldilà: «Vi compare la figura più citata in assoluto nella cultura del Medio Evo, il diavolo. Senza di lui, non c'è giudizio». Siamo nell'epoca - ha aggiunto - dei predicatori itineranti, ma anche delle fiere, dei ciarlatani che stordiscono le piazze. Tra questi, negromanti (che contemporaneamente erano medici), come lo stesso Georg (o Johann) Faust, veramente vissuto in Germania tra il 1480 circa e il 1540, e che conobbe sia Lutero che Melantone. A lui si ispirò la letteratura, sulla quale è intervenuta Forlani, proponendo nel suo excursus anche alcuni ascolti musicali. Ha illustrato come il personaggio della tradizione tedesca, descritto nella Storia del dottor Faust, ben noto mago e negromante di Johann Spies, sia stato ripreso da Marlowe («con un'accentuazione fortemente antipapista») e da altri autori, così come nel teatro delle marionette e nella letteratura popolare. Goethe ne farà il protagonista di un romanzo, «che può essere considerato di formazione», nel quale l'anelito esistenziale si placa - ha evidenziato Forlani - con la scienza da un lato e l'esperienza, il vissuto, dall'altro. Sia Goethe sia Faust conoscevano l'alchimia e questo ha fornito a Forlani lo spunto per raccontare come la magia e le scienze occulte abbiano attraversato l'intera cultura occidentale.

ANNA ANSELMI

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio