Venerdì 20 Ottobre 2006 - Libertà
La Costituzione nata in un'Italia sull'orlo della guerra civile
Primo incontro sul tema in S. Ilario
PIACENZA - Si è tenuto l'altro pomeriggio in Sant'Ilario il primo incontro del corso di formazione promosso dal Cidis (Centro di informazione e documentazione per l'innovazione scolastica e formativa) e dall'Isrec (Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea), dedicato alla Costituzione italiana e volto a favorire una maggiore conoscenza della Carta Costituzionale. Obbiettivi questi cari al mondo della scuola, ma anche alle istituzioni e ai privati cittadini: non è un caso infatti che l'ampio ciclo di lezioni e workshops sia appoggiato economicamente dal Comune e dalla Provincia di Piacenza, oltre che dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Si diceva del primo degli incontri in programma; introdotto dagli interventi di Angelo Melfa (direttore del Cidis), Fabrizio Achilli (in qualità di presidente dell'Isrec) e dell'assessore Paolo Dosi, è intervenuto il primo illustre ospite della rassegna: il professor Paolo Pombeni, docente di storia dei sistemi politici europei all'Università di Bologna. Pombeni è grande studioso, noto per la pubblicazione di importanti pubblicazioni (per lo più presso Laterza e Il Mulino) e per numerose quanto prestigiose collaborazioni portate a termine in ambito accademico.
A dispetto dell'altissimo spessore del personaggio, la relazione è stata condotta in modo piano e coeso, nel rispetto di un'argomentazione serrata, puntuale e sempre chiara. Obbiettivo del lungo intervento di Pombeni era quello di delineare il contesto storico in cui nacque la Costituzione. Un contesto senza dubbio di grande confusione sociale ed istituzionale, proprio di un'Italia sul baratro della guerra civile, oppressa dalla confusione più gravosa. L'ansia di rinnovamento che si associava a questa situazione di instabilità portò tra le altre cose alla nascita di un vivo dibattito circa la necessità di apportare modifiche alla Costituzione, ovverosia allo Statuto Albertino. Il desiderio di rinnovamento poggiava sulla constatazione che esso fosse "carta condannata", tale perché incapace di reggere allo scossone politico fascista: durante il ventennio infatti, pur rimanendo ufficialmente lo Statuto in vigore, esso era stato ampiamente violato. Volendo insomma definire un evento costituente alla base della Carta Costituzionale italiana, non si possono dimenticare lo Statuto Albertino ed il ventennio; allo stesso modo non si può pensare di sorvolare sull'importanza fondamentale dell'8 settembre ovvero del crollo del sistema politico italiano allora vigente.
All'indomani di tale data, dopo il silenzio coatto imposto dal Regime, tornano ad acquisire la vecchia importanza i partiti, quelli bistrattati nel '24-'25 dal fascismo, e a questo punto della storia nazionale ritornati in auge. La loro importanza politica è innegabile, concorrendo essi in questo torno di anni a delineare il processo di "costruzione materiale" della Costituzione. E del resto sarà proprio a partire dalle anime politiche del paese che prenderà corpo l'organismo repubblicano e la Carta Costituzionale, attraverso la convergenza delle tre grandi culture storiche del '900 in un grande e fertile compromesso.
Salvatore Mortilla