Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Giovedì 19 Ottobre 2006 - Libertà

La logica matematica applicata alla sartoria.
L'altra faccia del lavoro degli stilisti.

Gilberto Bini ai Mercoledì della scienza

La matematica non è solo fredda sequenza di formule e teoremi ma spesso è anche struttura segreta della realtà, ordine ultimo della natura, anche principio ispiratore di quotidiane esperienze umane. E ieri Gilberto Bini (1972) - precoce talento matematico, ricercatore all'Università degli studi di Milano, in gioventù residente in provincia di Piacenza (nelle vicinanze di Caorso, per undici anni) - nell'ambito dei Mercoledì della scienza nella conferenza "Nastri, maniche e pantaloni: un sarto ? nell'atelier 2D" all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha illustrato la strana ma rigorosa applicazione della logica matematica addirittura alla sartoria. E le operazioni necessarie in questa tecnica - tagliare, cucire, misurare ed assemblare stoffe - diventano una bizzarra declinazione della matematica, una curiosa ma efficacissima "sartoria topologica", un'altra faccia del tanto decantato stile, tanto lontana dal puro e semplice artigianato quanto vicina al rigore dell'intuito come poi ribadito nella piacevole chiacchierata.
Quando è nato l'interesse per questo approccio?
«Quando ero studente alle superiori ero interessato alle applicazioni della matematica nella vita quotidiana e che si potevano ritrovare in vari aspetti nella vita di tutti i giorni. Poi è aumentato sempre di più per cercare di capire come comunicare aspetti della matematica al grande pubblico ed è per questo che ho iniziato a partecipare all'attività di Matematita, centro di ricerca sia per la comunicazione della matematica che per l'apprendimento informale dove ci si pone soprattutto il problema di esporre concetti di matematica sia al grande pubblico sia mediante la più generale divulgazione».
Come mai troviamo la matematica nelle sartorie?
«C'è una branca della matematica che si chiama "topologia", studia la forma degli oggetti ed usa pesantemente un concetto che si chiama "sartoria". Quindi fare della "sartoria topologica" vuol dire attaccare maniche, pantaloni, cucire maniche a delle sfere. E queste operazioni si possono trovare nelle grandi sartorie quando i sarti compongono le loro creazioni e cercano modelli nuovi ed originali dall'unione di vari pezzi di stoffa».
Allora possono essere coinvolti anche i grandi stilisti?
«La comunicazione di alcuni concetti matematici agli stilisti della moda può sicuramente avere influssi positivi perché si possono trarre ispirazioni dalla topologia, dalla simmetria, dalla geometrizzazione di molte forme che potrebbe essere uno spunto per la creazione di nuovi modelli».

f.bia.

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio