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Sabato 21 Ottobre 2006 - Libertà

Il lascito Mazzolini sbarca a Bobbio
Dal paesaggio di Mariani alle serigrafie di Spadari

Domani l'inaugurazione della terza sezione della preziosa mostra con monsignor Monari

Sarà il vescovo Luciano Monari a inaugurare nel Palazzo Vescovile di Bobbio alle 12 di domani, festa di Sant'Antonio Gianelli, la terza sezione della mostra che sta presentando al pubblico una selezione delle opere del lascito di Domenica Rosa Mazzolini alla diocesi di Piacenza-Bobbio. Sculture e dipinti sono infatti esposti a Palazzo Farnese ne L'anima del '900, curata da Renato Barilli, al Palazzo del Podestà di Castellarquato e, da domani, anche al Palazzo Vescovile di Bobbio, accanto all'esposizione permanente di oggetti liturgici e quadri, allestita da monsignor Aldo Maggi e di solito visitabile solo nei mesi estivi.
Ora rimarrà aperta, insieme alla mostra dei dipinti del lascito Mazzolini, fino al 4 febbraio, il sabato e la domenica, dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Alla vernice saranno presenti il sindaco Roberto Pasquali, il rappresentante dell'Ufficio per i beni culturali della diocesi, don Giuseppe Lusignani, e Sara Vitali, della società Il Cenacolo, organizzatrice delle tre tappe in cui è venuta ad articolarsi la mostra del lascito Mazzolini, tappe alle quali si può accedere con un unico biglietto cumulativo. La Valtrebbia, e in particolare il paesino di Brugnello, è la terra di origine della collezionista, trasferitasi da giovane a Milano, dove ha svolto l'attività di infermiera, condividendo la passione per l'arte dei medici Fede e Giovanni Battista Ettore Simonetti, presso il cui studio lavorava.
In mostra, un'opera di Elio Mariani, tra gli artisti favoriti di Domenica Rosa Mazzolini - precisano gli organizzatori - rappresenta la stessa collezionista, in una stampa fotografica del 1969, con un familiare paesaggio montuoso sullo sfondo, esempio di quel procedimento di elaborazione dell'immagine con mezzi meccanici, utilizzato dagli esponenti della Mec Art. Altri pittori della raccolta rappresentati a Bobbio sono: Valerio Adami (con un acquerello), Giuseppe Banchieri (con sei opere, da mettere in relazione con quelle di Mino Ceretti e di Bepi Romagnoni, tutti ascrivibili alla corrente del Realismo esistenziale), Alberto Gianquinto (con un paesaggio), Paolo Baratella (tecniche miste, con collage di immagini tratte da vari mezzi di comunicazione di massa), Giangiacomo Spadari (serigrafie), Guido Biasi (con un'opera del suo periodo legato al movimento di pittura nucleare, conclusosi nel 1958, con la fondazione del "Gruppo 58" a Napoli), il livornese Sandro Martini e il milanese Antonio Recalcati.
Ulteriori "pezzi" che vanno a comporre il composito mosaico della donazione Mazzolini, che comprende in tutto 872 dipinti e 27 sculture, dei quali attualmente un centinaio sono a Palazzo Farnese e una quarantina a Castellarquato. Ulteriori eventi collaterali saranno ospitati al Teatro dei Filodrammatici (un convegno il 27 gennaio 2007), nella sala consigliare del Palazzo del Podestà di Castellarquato (seminari l'8 novembre 2006 e il 13 gennaio 2007) e alla galleria d'arte moderna Ricci Oddi, dove alle 17.30 di venerdì 27 ottobre si terrà l'incontro con il pittore fidentino-bolognese Maurizio Bottarelli e venerdì 24 novembre con il piacentino Armodio, per «dare voce alle istanze che si muovono nell'operare e nel produrre degli artisti della contemporaneità».

ANNA ANSELMI

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