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Giovedì 12 Ottobre 2006 - Libertà

Nuove indagini
sul passato di Veleia
La società e il suo modo di vivere

Domani un libro in Fondazione

Nel 2003 Nicola Criniti, con il volume Ager Veleias, ha raccolto gli studi del suo gruppo dell'Università di Parma su Veleia aprendoci una finestra, dopo circa duemila anni, sulla società veleiate. Poteva essere un punto di arrivo: il tema era affrontato con dovizia di particolari. Invece, proprio in questi ultimi mesi, per l'editore MUP (Monte Università Parma) ha fatto la comparsa il volume Res Veleiatium. Veleia, tra passato e futuro (pag. 382, euro 16). L'opera verrà presentata domani alle 17 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant'Eufemia 12.
L'impostazione è quella abituale: il professor Criniti è uno specialista, e non rinuncia a nessuna prerogativa del suo ruolo (basterebbe scorrere le sue pubblicazioni sulla Tavola Alimentaria Veliate), ma nello stesso tempo non si limita alla lettura filologica dei documenti: il suo obiettivo finale è la società, il suo modo di vivere, le sue tradizioni, la sua cultura. Non è solo il caso di Veleia: negli ultimi anni si è interessato, sempre per l'antica Roma, delle donne, degli "affanni del vivere e del morire", della vita degli schiavi, dei soldati, dei bambini, ecc.. Un'analisi storica, quindi, che ha come obiettivo finale l'uomo, nel suo complesso.
Lo stesso vale per l'ultimo libro su Veleia. Criniti, quando nel 1979 è giunto a Parma da Milano, - lo ricordava lui stesso in un suo recente libro - ignorava quasi tutto del territorio veleiate. Negli anni ha costituito un gruppo di ricerca che ha messo insieme una grande mole di dati sull'insediamento romano. Nucleo centrale di questa ricerca é stata la Tabula Alimentaria, attualmente conservata a Parma come gran parte dei reperti nobili di Veleia. Nel suo gruppo non sono mancati i piacentini; tra le fedeli vi è la professoressa Tiziana Albasi che anche in questo libro firma, con la collega Lauretta Magnani, un capitolo che passa in rassegna la "ricerca scientifica e la memoria" sul sito archeologico piacentino.
Il sommario dell'opera presenta diversi studi autonomi nell'impostazione, ma in realtà ogni intervento fa parte di un progetto unitario che tende ad aggiornare il lettore sulla carta d'identità di Veleia che riserva ancora incognite - questo lo si dice sempre nel mondo della ricerca - ma il cammino compiuto dal gruppo di Criniti è veramente notevole.
Apre lo stesso studioso con un saggio sulla storia e la civiltà a Veleia (è importante per comprendere il ruolo del municipium nell'ambito del panorama romano); Gianluca Mainino si sofferma sul diritto, aspetto non secondario per un centro che conserva una lapide con una legge romana, mentre Luca Lanza analizza il centro urbano di Veleia (l'insediamento ha l'impostazione della città con un foro ed una basilica e quindi l'argomento non è secondario); importate anche il saggio di Pier Luigi Dell'Aglio: L'uso del suolo nel Veleiate: il saltus. Tutto parte dalla Tavola Alimentaria che, citando i destinatari dei prestiti, precisa anche il loro tipo di podere e questo permette, oggi, di ricostruire l'organizzazione del territorio. Il "saltus" era un fondo destinato a pascolo, mentre "hortus" è area coltivata, il termine "silvae" indica il bosco, ecc..
Da un documento che ha finalità sociali, si può giungere quindi anche ad una lettura economica del territorio e Dell'Aglio lo fa molto bene, mentre Marco Cavalieri, attraverso le sculture venute alla luce durante gli scavi, analizza "l'arte, la committenza e la società". Vi è quindi il già citato ed ampio studio di Albasi e Magnani, mentre Nicola Criniti ritorna in chiusura con una terza edizione critica e versione della Tavola Alimentaria (a questo documento lo studioso ha dedicato gran parte delle sue fatiche di ricercatore).
Il volume aggiorna il lettore sugli ultimi contributi della ricerca sul principale sito archeologico piacentino, ma nello stesso tempo può essere letto anche da chi, per la prima volta, si avvicina all'importante argomento.

FAUSTO FIORENTINI

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