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Domenica 10 Settembre 2006 - Libertà

Una carriera tra cinema e pubblicità
Herzigova, Shields e Le Brock nei suoi spot e poi manifesti per il cinema dei grandi registi

Il prossimo progetto di Franco Scepi è una mostra a Czestochowa, in un collegamento ideale tra le sue origini pugliesi e l'incontro per lui fondamentale con la Polonia di Andrzej Wajda (il regista dell' Uomo di marmo, dal cui manifesto sono più o meno direttamente derivati la conoscenza di Gorbaciov e la nascita della Fondazione intitolata allo statista russo) e di papa Giovanni Paolo II. «Nel Duomo di Lucera abbiamo una statua della Madonna Nera, come quella, dipinta, di Jasna Góra» racconta Scepi. «Porterò a Czestochowa i dittici "L'uomo della pace - Karol Wojtyla". L'opera originale venne donata nel 1999 a papa Giovanni Paolo II da Mikhail Gorbaciov e dai Premi Nobel per la pace. Nel 2005 il bozzetto è stato collocato nella cattedrale di Lucera, presso l'altare dove il pontefice si era raccolto in preghiera».
Nella città in provincia di Foggia, Franco Scepi è nato nel 1941. «Ma la mia famiglia si era già trasferita a Piacenza, dove mio padre Gaetano era consegnatario principale della direzione di artiglieria e poi dell'arsenale. La mamma però preferì tornare a Lucera, dove c'era la nonna, per darmi alla luce». Sulla sua casa natale è da poco uscito un libro, Percorso nel tempo di Giuseppe Sambero.
Il futuro pubblicitario e regista ha però trascorso infanzia e giovinezza a Piacenza, con una parentesi a Bicchignano, sfollato durante la guerra. La madre, Olga La Piccirella, era pittrice. «Con lei ho cominciato fin da piccolo a disegnare. I suoi quadri erano figurativi e partecipò, insieme ad Alfredo Soressi, nel 1958, all'Anti Biennale, organizzata a Roma con intento polemico verso l'astrattismo della mostra veneziana».
Dopo le medie, Franco Scepi si è trasferito a Milano per frequentare il liceo artistico e l'accademia di Belle Arti, e oggi - dopo aver vissuto tra Piacenza e, soprattutto, il capoluogo lombardo, con una trasferta triennale a New York - si sente «un cittadino del mondo». Gli inizi negli anni '60 lo vedono scenografo al Teatro della Scala, poi in televisione ("L'amico del giaguaro" e "Controcanale"). Nel campo pubblicitario entra nel 1963-'64, a Piacenza, come consulente di un'azienda alimentare, la Ica, che poi si trasformerà nella De Rica, della quale continuerà a curare l'immagine promozionale. Suoi i caroselli con Titti e Gatto Silvestro («Oh no, su De Rica non si può»), ma anche fortunate campagne di Cirio («Come natura crea»), Ramazzotti, Deborah e Campari («Ho lanciato lì Eva Herzigova. Con Jo Ferguson ho vinto l'oscar della pubblicità "Tipps ices awards" a New York nel 1987»). Testimonial nei suoi spot anche le attrici Kelly Le Brock e Brooke Shields. Tra i suoi film: Can Cannes, del 1980, e Packaging, del 1982, presentati alla Mostra del cinema di Venezia. Negli anni '70 si è anche dedicato ai manifesti per il grande schermo, per film di Brian De Palma, Luis Buñuel, Christof Zanussi e Andrzej Wajda. Ora è responsabile della comunicazione per la Fondazione Gorbaciov, presieduta da Marzio Dellagiovanna e il cui segretario è Cristiano Grandi.

a. ans.

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