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Sabato 23 Settembre 2006 - Libertà

Le foto di Marco Bottelli al club cinefotografico di Fiorenzuola
Reportage sulle miserie dell'Est

Ma cosa c'è fuori dalla mia camera? Cosa posso vedere se mi affaccio dalla finestra? E se porto lo sguardo verso est? Devono essere queste le domande che si è posto Marco Bottelli, fotografo giovane ma già apprezzato e pluripremiato, quando ha scelto di partire per la Bosnia e poi per la Romania; quando ha scelto di accorgersi della realtà di distruzione e insieme di voglia di riscatto di quella terra e di quella gente; quando ha fissato il suo sguardo in splendide e terribili foto in bianco e nero che oggi costituiscono una mostra fotografica di grande impatto, capace di unire un'indubbia qualità stilistica ad una non consueta potenza documentaria.
La mostra si intitola Ad Est della mia camera e apre domani alle 9.30 nella sede del Club Cinefotografico (Ccf) di Fiorenzuola, che ha allevato questo giovane socio facendolo diventare oggi un autore maturo.
Il reportage di Bottelli (che aveva già esposto alcune sue foto allo Spazio Rotative di Libertà per l'ultima edizione del festival internazionale Fotosintesi 06) apre la serie di esposizioni e iniziative che il Ccf quest'anno propone in occasione del suo mezzo secolo di vita. Le opere saranno esposte fino all'8 ottobre. Con quelle immagini arriveranno allo spettatore, pezzi (a volte brandelli) di realtà che l'autore ha conosciuto direttamente, attraverso successivi viaggi nella Bosnia Erzegovina e in Romania al seguito dell'associazione umanitaria "Fiorenzuola oltre i confini". Della Bosnia Bottelli racconta: «Questo paese ha esercitato su di me un fascino fortissimo, misto ad una tensione dovuta alle tracce lasciate da una guerra finita da otto anni ma ancora evidente. L'atmosfera decadente che si respirava nelle città (...) era nonostante tutto in opposizione alla mentalità della gente più giovane, proiettata a un atteggiamento di negazione del passato, una volontà collettiva di ricostruzione e reazione». Ogni volto segnato dalla sofferenza, ogni muro crivellato, ogni segno della guerra, entrano nell'obiettivo di Bottelli. L'autore porta la macchina fotografica in luoghi come orfanotrofi e campi profughi. In Romania le ferite ancora visibili sono quelle lasciate da decenni di dittatura. Bottelli racconta la solitudine degli anziani di Butea, un piccolo villaggio ai confini con la Moldova. Ma anche la gioia e la speranza dei ragazzi di strada di Bucarest, rinati grazie alla fondazione Parada del clown Miluod (di recente anche a Piacenza grazie alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, a "Fiorenzuola oltre i confini", a Teatro Gioco Vita).
L'esito del lavoro di Bottelli (ancora in evoluzione, avverte lui), gli è valso l'attenzione di pubblico e critica. Con il suo reportage sulla Bosnia, l'autore fiorenzuolano ha già vinto il Premio Toscana Photographic Workshop e il premio Festivalfoto - Portofolio 2005 di Savignano. Di recente, in concomitanza con la rassegna Carovane, le foto di Bottelli sono state esposte alla galleria Ricci Oddi all'interno della collettiva "Labirinti e umanità", affiancata al meraviglioso reportage dall'Afghanistan di Prospero Cravedi.

d.men.

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