Sabato 23 Settembre 2006 - Libertà
Rischi alimentari e strategia della comunicazione. Agroalimentare, nasce un asse Piacenza-Cremona
Cibo sicuro, dal campo alla tavola
Calabrese: i consumatori possono stare tranquilli
I rischi alimentari e la strategia della comunicazione sulla sicurezza del cibo: sono i due punt affrontati nel convegno ieri all'Università Cattolica. Nel corso dell'incontro è stato presentato anche un nuovo asse Piacenza-Cremona per l'agroalimentare. Un summit internazionale, quello alla Cattolica, nel quale studiosi provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento per discutere dei rischi alimentari e della situazione attuale sotto il suggestivo titolo "Dal campo alla tavola". Promotori dell'iniziativa il Ce.Si.A.A. - centro per la qualità e la sicurezza del sistema agroalimentare, della stessa facoltà di agraria della Cattolica e il dipartimento per la sanità alimentare e animale dell'istituto superiore di sanità di Roma.
Moltissimi gli studiosi famosi presenti: nella prima sessione moderata da Giorgio Calabrese, membro dell'Efsa, l'Authority per la sicurezza alimentare di Parma, molto apprezzato l'intervento del direttore del dipartimento di Sanità alimentare Agostino Macrì, che ha illustrato le problematiche emergenti per la sicurezza degli alimenti di origine animale.
«Sono tra i più controllati - ha chiarito nel corso dell'incontro con i giornalisti lo stesso Calabrese - rispetto ai quali i consumatori europei possono stare massimamente sicuri».
Di grande rilevanza scientifica anche la seconda sessione nel corso della quale è stato anche presentato un intervento di un gruppo di ricercatori piacentini (Piero Cravedi, Paola Battilani, Gianfranco Piva e Amedeo Pietri), relativamente al ruolo della produzione primaria per la sicurezza degli alimenti, nel quale è stato messo in evidenza come la tipologia dei fattori di rischio si vada modificando con l'evoluzione delle tecnologie di allevamento, ma probabilmente anche in base alla dinamica delle variazioni climatiche che si stanno verificando negli ultimi anni. In particolare sembra - come è noto - che l'aumento delle temperature estive conduca a maggiori problemi per quanto riguarda l'inquinamento da micotossine, ad esempio nel mais. Un fenomeno molto pericoloso che deve essere tenuto sotto controllo attraverso adeguate tecniche di contenimento e di gestione.
Nella mattinata oltre alle comunicazioni scientifiche è anche stata presentata l'iniziativa "Piacenza-Cremona per l'agro-alimentare" che vede collegate le Camere di commercio di Piacenza e di Cremona in un progetto - illustrato dai presidenti Giuseppe Parenti e Giandomenico Auricchio e dal Presidente dell'associazione industriali di Piacenza Sergio Giglio - che ha come obiettivo quello di offrire attraverso le realtà delle due province di spiccata vocazione agrolimentare una serie di servizi che potrebbero essere fruiti dall'Efsa di Parma: «La vicinanza geografica e l'ampia disponibilità di laboratori e di tecnologie su cui possiamo contare - ha spiegato il presidente Parenti - ci candidano ad assolvere una serie di servizi collegati alle potenzialità che i nostri territori presentano».
«Si tratta di affiancare l'insediamento dell'Authority - ha sottolineato Giglio - con la crescita di un sistema di imprese legato allo studio avanzato in ambito agroalimentare, anche attraverso la promozione e il sostegno della ricerca di base con la creazione e la valorizzazione di laboratori e centri di innovazione».
«Il che significa anche inserire nel programma altri servizi - ha aggiunto Giglio - che possono andare dalle infrastrutture alberghiere a quelle informatiche e telematiche e quelle per la mobilità delle persone».
E tra le novità presentate ieri nel corso dell'intensa giornata anche la scuola di dottorato per il sistema agrolimentare - le cui caratteristiche sono state illustrate da Gianfranco Piva, preside della facoltà di Agraria -, un percorso di studi di terzo livello di formazione (sostenuto finanziariamente dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano), che si rivolge a giovani in possesso di una laurea specialistica e che vanta come caratteristica peculiare quella dell'interdisciplinarietà, in quanto coinvolge le facoltà di economia, agraria e giurisprudenza.
I lavori del pomeriggio sono continuati con una tavola rotonda dedicata alle strategie di comunicazione del rischio, un tema di grande interesse - in funzione anche delle recenti vicende connesse agli scandali alimentari - sul quale l'Università cattolica ha promosso un centro di ricerca che coinvolge diverse facoltà tra cui quella di agraria.
Claudia Molinari