Mercoledì 20 Settembre 2006 - Libertà
Eros: «La mia prima volta a Piacenza»
Ramazzotti sarà in campo con la Nazionale Cantanti
Con la fascia di capitano il cantautore romano giocherà come punta venerdì allo stadio Garilli
PIACENZA - «Piacenza? Non ho mai avuto modo di esibirmi dal vivo. Solo qualche volta in forma privata. Da voi ho qualche amico tra cui lo stilista Giorgio Armani. Mi piace questa città a misura d'uomo e dall'impianto medievale. Dà l'idea di essere una realtà in cui si vive bene. Sono felice di giocare nello stadio in cui il Piacenza, per alcuni anni, ha dato l'esempio di come possa rimanere in serie A una squadra tutta italiana. Spero che, quando Juventus e Piacenza si troveranno di fronte tra una decina di giorni, in serie B, sappiano regalare buon gioco e spettacolo».
Eros Ramazzotti sarà dunque la grande sorpresa venerdì sera, nella partita tra la Nazionale italiana dei cantanti e quella dei sindaci. Il cantautore romano indosserà la fascia di capitano, giocherà nel ruolo di punta e catturerà l'attenzione del pubblico piacentino: «Condivido le iniziative della Nazionale dei cantanti, formazione di cui faccio parte dalla metà degli anni Ottanta. Sono un ragazzo di borgata, il calcio fa parte di me, come la musica. Abbiamo accettato con entusiasmo l'invito della Fondazione Gorbaciov, del World Center of Compassion for Children International di Betty Wiliams, del Comune e della Provincia di Piacenza in occasione della manifestazione Piacenza Solidale. Affronteremo la Nazionale dei Sindaci, capitanata dal primo cittadino di Piacenza Roberto Reggi; sarà una bella avventura e anche il fatto che ad arbitrare sia una terna al femminile mi esalta. Spero che i piacentini accorrano numerosi».
Ramazzotti parla anche del suo album, Calma apparente, uscito in contemporanea in tutto il mondo nell'autunno del 2005, ed entrato direttamente al primo posto nella classifica italiana e in quella svizzera: «Il disco ha ottenuto un grande successo in gran parte d'Europa, in Ungheria, Olanda e Grecia, in Germania, Spagna e Austria. Anche in Francia ha avuto importanti riconoscimenti. Il tour mondiale, partito da Ancona nel marzo scorso, è stato un successo ovunque: Bologna, Firenze, Milano, Lione, Ginevra, Parigi, Bruxelles, Rotterdam, Nizza, Salisburgo e Vienna, ma anche Marsiglia, Norimberga e Francoforte».
Poche frasi tra uno studio di registrazione e uno spostamento in auto. Ma se è vero che il destino è scritto nel proprio nome, Eros non fa certo eccezione alla regola. L'amore è al centro delle sue canzoni e del suo personaggio - inquantificabili i fiumi di inchiostro spesi sulla sua relazione con l'ex moglie Michelle Hunziker - ma anche nel cuore del suo pubblico, che in ogni parte del mondo fa proprie le sue parole per una semplice dedica o per esprimere un sentimento.
E quello stesso destino, forse, è racchiuso anche nelle radici familiari, a cominciare dalle ambizioni musicali del padre Rodolfo, muratore, imbianchino e cantante amatoriale che dovette scontrarsi con la mancata ammissione alle selezioni per il Cantagiro 1965. Pochi anni dopo, la biografia dell'artista segnala un altro rifiuto: lo stesso Eros, dopo la licenza media, voleva iscriversi al Conservatorio di Roma, ma la sua domanda venne respinta. Da lì comincia la vita di borgata così ben descritta nel suo primo successo, quel Terra promessa che nel 1984 lo porterà a vincere la sezione giovani di Sanremo, decretandone l'ascesa inarrestabile.
«Nato ai bordi di periferia?dove l'aria è popolare?è più facile sognare che guardare in faccia la realtà»: parla chiaro anche il testo di Adesso tu, che nel 1986 lo vede trionfare sul palco del Festival della canzone italiana. Già l'anno prima, del resto, con il brano Una storia importante si era classificato sesto tra i big, pubblicando il primo album Cuori agitati. Ne seguiranno altri dodici, tra registrazioni in studio e live, fra duetti con Patsy Kensit e Tina Turner, Raf e Andrea Bocelli.
E quel timbro un po' nasale, quella fama di antipatico che lo accompagna (in realtà è il desiderio puro e autentico di cantare che, in occasioni mondane e di spettacolo, lo rende estraneo ai siparietti da varietà), sono rimasti immutati nel tempo, così come la fede juventina e la passione per il calcio.
Riassumere in poche righe la carriera di Ramazzotti - probabilmente, insieme a Laura Pausini, l'unica vera star internazionale che il nostro Paese sia riuscito a produrre in ambito musicale negli ultimi vent'anni - non è impresa semplice. Ci si perde nella dimensione dei grandi concerti da tutto esaurito in stadi e megastrutture in Italia, Europa e Sud America, nelle vendite di centinaia di milioni di dischi, negli innumerevoli riconoscimenti e primi posti in classifica. Ma non si dimenticano i versi di Musica è, di Le cose della vita - con il video firmato da Spike Lee - o Se bastasse una canzone, né le dichiarazioni d'amore tra le righe di Sarà l'aurora, Fuoco nel fuoco e Un'emozione per sempre.
E poi c'è la serietà di un ragazzo che, al di là di una separazione tormentata e scandagliata nei dettagli dai giornali, non è mai stato protagonista di scandali o bizze, ma è sempre apparso come un professionista che la celebrità se l'è sudata con caparbietà e fatica, sapendo ciò che voleva e riuscendo ad ottenerlo senza troppe concessioni al marketing o all'industria che fa, anche delle persone, un prodotto.
Eros è Eros, semplicemente. E' l'amico di Joe Cocker e il ragazzo di periferia che ama la riservatezza, è un papà e uno sportivo, è uno che la sua "terra promessa" non solo l'ha saputa conquistare, ma sa amministrarla con passione e intelligenza. Il che, in tempo di stelline "mordi e fuggi" e hit che durano lo spazio di un singolo, non è poco.
Mauro Molinaroli