Mercoledì 13 Settembre 2006 - Libertà
Ruggeri: «Giocheremo per i bambini»
La squadra presieduta dal musicista incontrerà la Nazionale sindaci il 22 allo stadio "Garilli"
In campo anche Morandi, Mogol, Baccini, Antonacci
PIACENZA - Ne sono passati di anni, da quando Enrico Ruggeri, insieme con Gianni Morandi e Umberto Tozzi vince il Festival di Sanremo con Si può dare di più e riceve anche il Premio della Critica come autore di Quello che le donne non dicono, scritta con Schiavone e interpretata da Fiorella Mannoia. E' il 1987 e in quell'anno Ruggeri pubblica il doppio album dal vivo Vai Rrouge, testimonianza di un trionfale tour nei teatri, accompagnato da cinquanta elementi d'orchestra; il live diventa disco di platino e il Rrouge, ex Champagne Molotov, è uno dei cantautori più amati. Dai giovani e dai meno giovani.
Il suo pubblico è trasversale. Piace, questo milanese ex punk che sa essere melodico e intimista oppure animato da spirito rock. Nel 1993 raddoppia, vince ancora il Festival di Sanremo con Mistero. Siamo nel Duemila, Ruggeri ha venduto milioni di dischi, quando esce un suo nuovo album, L'uomo che vola: nel disco c'è un brano struggente e bello, Gimondi e il cannibale, la storia cantata della rivalità tra Merckx e Gimondi. Nello stesso anno pubblica Piccoli mostri, un libro edito da Feltrinelli, caustico ritratto della nostra società e dopo un tour trionfale dal titolo La vie en Rouge, nel settembre del 2005 arriva Amore e guerra, disco di successo e ricco di significati.
Accanto ad una sempre maggiore maturità musicale, cresce il suo impegno nel volontariato e con lo sport. Dal maggio scorso è presidente della Nazionale italiana cantanti, di cui fa parte dal 1984. Insieme ai tanti colleghi che compongono questo dream team di primo piano, si impegna per gli altri e a Piacenza la partita tra cantanti e sindaci sarà, oltre che un evento sportivo, un esempio di solidarietà.
Anche a Piacenza vi impegnerete per dare il giusto contributo a chi soffre e a coloro che operano per il bene comune?
«Certamente, ci sono in ballo due progetti. I bambini prima di tutto. L'obiettivo, quest'anno, è la raccolta di fondi per progetti umanitari promossi da importanti testimonial: il primo - sostenuto da Richard Gere - coinvolge il Tibetan Children's Village, l'organizzazione diretta da Jetsun Pema - sorella del Dalai Lama - per la costruzione di scuole per gli orfani e i figli dei profughi tibetani; il secondo, promosso da Andriy Shevchenko, è per i bambini orfani dell'Ucraina. E poi vogliamo dare il nostro contributo a "Piacenza Solidale", che sostiene la realizzazione della Città della Pace per i Bambini: la prima esperienza al mondo di questo genere. Verrà costruita in Basilicata su iniziativa del Premio Nobel Betty Williams; vogliamo anche dare il nostro apporto a Sentieri nel Mondo, un'associazione di mediatori linguistico-culturali che lavorano per una migliore integrazione degli immigrati a Piacenza. Ci sono poi il Coordinamento Piacenza Città di Pace, venti associazioni che dal 2003 si occupano di pace ed intercultura nel mondo e il Coordinamento Accoglienza Minori, per l'accoglienza e l'assistenza dei minori in difficoltà a Piacenza e provincia».
La Nazionale cantanti rappresenta un esempio di sport per tutti, a qualsiasi livello.
«Molto spesso riusciamo a portare la gente allo stadio. Dietro a noi c'è un grande seguito. Da anni ci muoviamo per dare vita a una nuova cultura che guardi soprattutto allo sport visto come elemento di partecipazione e di promozione, al di là del fatto speculativo, fine a se stesso. Noi ragazzi degli anni Sessanta e Settanta siamo cresciuti coi miti di Rivera e Mazzola, Riva e Facchetti. Non vorremmo che i bambini di oggi avessero come esempio di questi anni Duemila, Calciopoli o il sistema Moggi. Insomma, siamo per un calcio pulito, onesto e per un mondo migliore. Sì. Vogliamo muoverci anche in questa direzione. Vorremmo che a vincere fosse la solidarietà. Sempre e comunque».
Quale sarà la formazione che scenderà in campo a Piacenza?
«Siamo in tanti: Mogol, Gianni Morandi, Mingardi, Meneguzzi, Mengoli, Barbarossa, Antonacci, Baccini, Baglioni, Pupo, Marco Morandi, Paolo Belli ed altri. Credo che in base ai nostri impegni faremo il possibile per essere presenti e per avvicendarci. La partita contro la Nazionale dei sindaci ha un fascino particolare. I sindaci rappresentano molto spesso l'anima e il cuore delle città e poi il sindaco di Piacenza è un grande tifoso e uno degli animatori della loro nazionale. Per cui sono certo che sarà uno spettacolo invitante e mi auguro che i piacentini siano numerosi allo stadio. Il 5 settembre scorso mi sono incontrato con il presidente della Fondazione Gorbaciov Italia, Marzio Dallagiovanna, per mettere a punto tutti gli aspetti organizzativi della manifestazione, sono certo che le istituzioni piacentine faranno poi la loro parte».
Veniamo alla sua attività di cantautore: cosa bolle in pentola?
«Nel nuovo disco in uscita ho inserito una serie di cover di brani punk e hard rock e riproposto alcuni vecchi pezzi. Sette canzoni sono state prese dal repertorio dei Decibel. Gli altri brani sono covers di canzoni che suonavo in quel periodo: ci sono i Sex Pistols, i Clash, i Ramones, gli Stranglers, David Bowie, Lou Reed e i Mott The Hoople con un brano di Bowie, ma che era diventato un loro cavallo di battaglia, All The Young Dudes. Ogni brano è stato interamente risuonato nel massimo rispetto delle versioni originali. Abbiamo scelto di riproporre i brani in maniera filologica: abbiamo voluto riprodurre lo stesso approccio e gli stessi suoni. Un ritorno al rock, al Ruggeri prima maniera».
Mauro Molinaroli