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Lunedì 18 Settembre 2006 - Libertà

Il saluto alla città
Grazie Piacenza di questo Angelo
di Francesca Lipeti

Ecco il testo integrale del breve saluto ai piacentini di Francesca Lipeti in piazza Duomo

Vi posso assicurare che ricevere un angelo è un dono bellissimo. Di questo vorrei ringraziare la Fondazione, la parrocchia del Duomo, la Chiesa piacentina, il Centro Missionario diocesano e il nostro vescovo Luciano Monari. Quando sono andata a salutare il vescovo per chiedergli la benedizione, lui mi ha preso le mani e mi ha detto: "Sei tu che devi benedire me". E stata una cosa bellissima, e non ero neanche l'Angil dal Dom quel giorno lì. Non posso non ringraziare don Domenico Alma e Anna, che trenta anni fa partirono per fondare la missione. Come non posso dimenticare tutti gli amici di Cortemaggiore, di Piacenza, la Chiesa del Preziosissimo Sangue, gli amici di Castelvetro e tutti quelli che ci hanno aiutato.
Un grande grazie va alla mia famiglia; a mia mamma, a Paola, Antonio, Luca, Andrea e alle mie radici che sono le famiglie Lipeti, Iesini e Silva.
Mia mamma abitava in questa piazza, in vicolo del Pavone. E stamattina ho pensato a lei quando la attraversavo. Ho pensato quante volte avrà guardato verso l'Angelo. Quante volte avrà guardato verso l'alto. Io ho imparato dai Masai che nei momenti di difficoltà, di sofferenza, tutte le volte che ci sono dei problemi bisogna guardare - come fanno i Masai - verso la Montagna Sacra che è la sede di Dio. Ho imparato da loro. Quando ho qualche problema guardo anch'io verso le montagne lontane di Lamanga e mi chiedo "da dove mi verrà l'aiuto?". Guardo verso i monti e l'aiuto viene.
Vorrei ringraziare i Masai, la gente Masai, i miei figli Masai, le donne e i bambini Masai. E vorrei ringraziare tutti i poveri del mondo perché penso dobbiamo a loro la benzina che mettiamo nelle macchine, i fiori che mettiamo nelle nostre case, i metalli e le fibre preziose che mettiamo nei nostri telefonini e nei nostri computer.
Qualche giorno fa ero in un villaggio con un mio amico, Alberto. Abbiamo distribuito dei biscotti e alla fine abbiamo visto i bambini che si chinavano per raccogliere le briciole dalla sabbia. Circa un mese fa, in un altro villaggio, siamo state ospitate da una famiglia Masai. Il padrone della casa era un ragazzo giovane. Ha messo a disposizione una delle sue quattro capre per fare festa, per accoglierci.
Il mio grazie va a tutte queste persone. Un grazie alla città di Piacenza, a tutti voi e a questo Angelo che ci invita a guardare in alto.

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