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Sabato 16 Settembre 2006 - Libertà

Angil dal Dom Piacenza orgogliosa
di Francesca Lipeti

Domani mattina nell'ambito della tradizionale "Festa dal Dom" subito dopo la Messa solenne che verrà celebrata in Cattedrale alle ore 11 avverrà la consegna del premio "Angil dal Dom", messo a disposizione dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, al medico-missionario piacentino Francesca Lipeti.
Nella storia non breve di questo prestigioso premio (autentico fiore all'occhiello della "nostra" Fondazione) raramente la scelta del personaggio cui attribuirlo è stata più felice.
Mi piace pensare che Francesca Lipeti incarni, esaltandole al massimo, le virtù più significative della nostra gente.
La concretezza, innanzi tutto. Francesca (la chiamerò solo per nome avendo l'onore di esserle amico) ha fatto moltissimo e nel migliore dei modi parlando sempre poco di sé e del suo lavoro.
La semplicità, subito dopo. A sentirla sembrerebbe che la sua opera rivesta tutti i caratteri dell'ordinaria amministrazione, avrebbe potuto essere realizzata da chiunque.
La verità è un'altra. Creare da sola e dal nulla nel cuore dell'Africa in una delle regioni meno ospitali abitata, per di più, da un popolo fiero e tradizionalmente chiuso all'accettazione di estranei (i Masai) un piccolo, ma neanche tanto, ospedale nel quale offrire ogni tipo di assistenza come unico operatore sanitario è poco meno di un miracolo (e, si sa, solo i santi sanno fare miracoli).
La competenza, ancora. Francesca è un eccellente medico che si è preparato prima di partire per la sua splendida avventura solitaria.
Se avesse deciso di dedicarsi alla professione è facile prevedere il successo che le avrebbe arriso.
La generosità senza confini, per finire. Qualcuno ha detto che la più grande felicità è quella che si prova facendo felici gli altri. Sotto questo profilo si può ben dire che Francesca è una delle persone più felici del mondo.
Credo che la comunità piacentina abbia più di una ragione per sentirsi fiera di questa sua figlia.
Il legittimo compiacimento però non basta. Scrivendo di Francesca dalle colonne di Libertà mi è capitato di chiamarla "piccolo angelo dalle grandi ali".
Ora che tutti sappiamo in quali cieli si muove non lasciamola più sola ma, per quanto ci è possibile, aiutiamola a volare sempre più in alto.

Gianni Cuminetti

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