Lunedì 18 Settembre 2006 - Libertà
Francesca: «Dei Masai mi rimarrà la comunione con la natura»
La premiazione
Un "Angil" condiviso con gli ultimi
PIACENZA - Ore 12:la folla che calpesta il sagrato della cattedrale si apre in due ali, Francesca Lipeti è tra le ultime ad uscire dalla chiesa. Tutti l'aspettano, come l'aspetta la statuetta raffigurante l'angelo del Duomo conferita dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano a quei piacentini che si sono distinti per la loro opera meritoria fuori dall'Italia. Lei, da dodici anni medico missionario tra il popolo Masai in Kenia è "la scelta più giusta è importante che potevamo fare" come ha commentato il presidente della Fondazione Giacomo Marazzi. Dalle sue mani, dopo le parole del Sindaco Roberto Reggi, del presidente del Consiglio provinciale Gabriele Gualazzini e quelle del vescovo Luciano Monari, ha ricevuto l'Angil dal Dom 2006. Di vera festa si è trattata, presentata da Corrado Gualazzini e culminata con il discorso di ringraziamento della Lipeti, colmo di parole toccanti fondate sulla purezza di uno spirito raro, il suo.
Il "grazie" è andato ai Masai, a Piacenza ma soprattutto ai poveri del mondo, «a loro dobbiamo la benzina delle nostre auto e i metalli preziosi che fanno funzionare il nostro computer, loro così poveri ma ricchi di gioia, che nei momenti più bui guardano verso le montagne sacre e trovano conforto, pronti a dividere il poco che hanno con l'ultimo arrivato». Ha insegnato tanto la Lipeti, ha commosso e lo ha fatto con il sorriso sulle labbra tramite quegli aneddoti di una vita fatta di povertà africana, in cui i bambini si chinano per terra a raccogliere le briciole.
«Lei ci aiuta a recuperare dei valori troppo spesso perduti ? ha detto un quasi commosso Reggi ? l'Angil dal Dom è stato assegnato ad una persona che merita veramente e che ha avuto la forza e il coraggio di lasciare tutto e fare ciò che riteneva giusto».
«Dei Masai mi rimarrà la comunione con la natura ? ha detto poco prima della premiazione la dottoressa missionaria ? il rispetto che hanno verso i più piccoli, come quelli che in dodici anni ho visto crescere». La Lipeti ? accompagnata dal fratello Antonio e della sorella Paola - spiega poi il ruolo della famiglia nella sua vita «il loro appoggio è stato fondamentale, il loro incoraggiamento ha contato, e tanto».
Quattro gocce di pioggia non hanno impedito la deposizione floreale sull'angelo del Duomo, ma hanno compromesso la discesa dal campanile da parte dei volontari del Cai. Dopo il premio ha avuto luogo il primo rinfresco sulla piazza, che ha definitivamente fatto conoscere ai piacentini la dottoressa dei Masai Francesca Lipeti. «Mi scusi, non ci conosciamo ? ha detto un anziano passante in quei momenti rivolgendosi verso di lei ? volevo solo ringraziarla per quello che fa e per quello che ha detto, lei è una persona speciale e sono orgoglioso che lei sia piacentina, grazie». Poi un abbraccio.