Sabato 2 Settembre 2006 - Libertà
Manicomics scatenati in "Pigiama Hotel"
Riproposta a "Lultimaprovincia" la divertente satira sull'ambiente ospedaliero
Castellarquato - Brutto affare in Italia la sanità pubblica?lo sanno bene Ponzio, Cassio e Valio, gli strambi pazienti ospedalieri protagonisti di Pigiama Hotel, irresistibile pièce targata Manicomics e portata in scena l'altra sera a Castellarquato nell'ambito della rassegna di teatro itinerante Lultimaprovincia.
A due anni dal debutto, avvenuto proprio nel contesto dello stesso festival - che alle tradizionali tecniche di rappresentazione unisce la magia del teatro di strada e del nouveau cirque, aprendosi al contempo alle moderne frontiere della sperimentazione - la messinscena della vulcanica compagnia piacentina si dimostra più che mai attuale, toccando con l'arma bianca dell'ironia e della satira una tematica scottante come quella della sanità italiana. Pigiama Hotel è ancora godibilissimo, tanto da registrare a Castellarquato un consistente afflusso di spettatori a dispetto di una serata che, dal punto di vista climatico, non era esattamente mite.
Ambientata in uno scalcagnato nosocomio sospeso fra realtà e fantasia e liberamente ispirata al libro-denuncia di Paolo Cornaglia Ferraris Camici e pigiami, la drammaturgia scritta ed ideata da Mauro Mozzani, Paolo Pisi e Rolando Tarquini, anime "storiche" dei Manicomics, ed interpretata dagli stessi Pisi e Tarquini affiancati dal bravo Mauro Caminati, venendo incontro alle aspettative di un pubblico eterogeneo e composito come quello che abitualmente segue Lultimaprovincia, movimenta la scena adottando molteplici linguaggi espressivi: si va dalla più ilare e sfrenata parodia dei luoghi comuni e dei comportamenti che abitualmente interessano l'ambiente ospedaliero a clownerie, mimi, accenni a numeri di giocoleria e animazione di pupazzi, prestandosi così a diversi livelli interpretativi.
Da un lato infatti le tragicomiche vicissitudini dei tre degenti si traducono in un'estenuante battaglia combattuta ogni giorno contro infermieri aguzzini, inservienti scorbutici e frettolosi (quando non scatenati pazzi giocherelloni), cibo ai limiti del commestibile ed insopportabili medici-clown alla Patch Adams (discusso inventore della comicoterapia), dall'altro celano - ma neanche troppo - un'amara e rassegnata riflessione sull'ineluttabilità della morte e della vita intesa come lunga, estenuante attesa del fatidico momento. E così gli innumerevoli episodi di malasanità che si susseguono nel corso della rappresentazione divengono per i tre protagonisti il pretesto comico con e attraverso il quale affrontare la malattia intesa come metafora di una non-vita, di un'esistenza sospesa in una bolla di vetro, aspettando e osservando vivere quelli «che sono fuori». Da segnalare assolutamente l'azzeccato siparietto iniziale improvvisato dai tre attori al momento di entrare in scena, allorché, snocciolando a mo' di giustificazione un'infinita sequela di malesseri e malanni propongono ai piccoli spettatori delle prime file di rimandare lo spettacolo a guarigione ultimata, magari posticipandolo di un mesetto?ma di fronte alle vive rimostranze alzate da qualche bambino (si sa?a settembre ricomincia la scuola?) a Pisi, Tarquini e Caminati non resta che mettere in moto la sagace macchina teatrale, non prima tuttavia di dichiararsi più tranquilli qualora, fra gli astanti, ci fossero dottori e/o infermieri, prontamente rincuorati dalla vocetta squillante di una bimba che assicura, per ogni evenienza, il pronto intervento di mamma e papà, entrambi medici.
Lultimaprovincia è diretto e organizzato dagli stessi Manicomics con il patrocinio di Regione, Provincia, Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e ben otto Comuni piacentini.
Alessandra Gregori