Sabato 2 Settembre 2006 - Libertà
Prodotti tipici da tutto il mondo
Aperitivo in piazza con Slow Food
Slow Food è stata presente ad ogni giornata di Carovane con un banchetto e sarà protagonista oggi di un incontro e un assaggio.
Alle 11 di questa mattina, in piazzetta Pescheria, l'associazione presenterà al pubblico il libro I presidi del mondo alla presenza di Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Al termine dell'incontro sarà offerto un aperitivo accompagnato da alcuni presidi internazionali (insalate di riso preparate con il riso Rosso di Andasibe e con il riso Basmati di Dehradun; torte salate realizzate con prodotti artigianali di rigorosa qualità; slatko (conserva sciroppata) di prugne Pozegaca, che verranno serviti in abbinamento a vini dell'associazione "Mosaico Piacentino".
A Luisella Verderi, fiduciaria di Slow Food Piacenza, abbiamo chiesto di introdurre l'incontro di questa mattina.
Che cosa sono i presidi del mondo?
«Si tratta di oltre 280 presidi, appunto, che in 37 paesi del mondo tutelano i piccoli produttori per salvare prodotti artigianali eccellenti dal punto di vista gastronomico e storicamente legati a quei 280 territori. Attraverso campagne di raccolta fondi e il sostegno di diverse istituzioni Slow Food sostiene i produttori, cercando nuovi sbocchi di mercato e valorizzando questi prodotti cosiddetti "di nicchia", che poi in realtà tanto di nicchia non sono, visto che con il giusto sostegno le loro produzioni (che rimangono comunque limitate per non snaturare i prodotti) spesso non arrivano a coprire la richiesta del mercato. Un esempio eclatante di quello che ho appena detto è dato dal caso del lardo di Colonnata, uno dei primi presidi italiani: oggi la richiesta di questo prodotto ha superato talmente la possibilità dell'offerta, che in giro si trova tanto lardo di Colonnata che in realtà lardo di Colonnata non è?
Per quanto riguarda i presidi internazionali, va aggiunto che il progetto assume anche una valenza etica, poiché in molti casi non solo si promuovono i prodotti ma si supportano anche le piccole comunità che li producono».
Di cosa si occupa la Fondazione Slow Food per la Biodiversità?
«Si tratta di un progetto nato tre anni fa a Firenze grazie al sostegno della Regione Toscana, che si può considerare il coronamento del progetto dei presidi. La Fondazione infatti fondamentalmente non fa altro che tutelare la biodiversità agroalimentare, promuovendo un'agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente, dell'identità culturale dei popoli, della salute dei consumatori e del benessere animale. Il progetto riguarda tutto il mondo, ma si concentra soprattutto sui paesi in via di sviluppo, dove la difesa della biodiversità non migliora soltanto la qualità della vita, ma garantisce la vita stessa».
c. c.