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Venerdì 1 Settembre 2006 - Libertà

La tragedia di una famiglia costretta alla diaspora

Nel suo romanzo lo scrittore Hamid Ziarati racconta l'Iran prima e dopo Khomeini

Era strettamente collegato al dibattito più atteso di Carovane, al quale ha fatto da apertura, l'incontro di ieri pomeriggio de La nave de los locos. L'autore salito ieri sul palco di piazza Duomo, infatti, è uno scrittore iraniano, che ha appena dato alle stampe un romanzo sulla società iraniana prima e dopo la rivoluzione khomeinista, ovvero sulla società di un paese che oggi è al centro dell'attenzione mondiale e del discorso sul Medioriente.
Attenzione, però, a non fraintendere: il libro di Hamid Ziarati (questo il nome dell'ospite di ieri), dal bel titolo Salam, maman (Einaudi), non è un saggio storico o sociologico, ma un breve e scorrevolissimo romanzo che racconta la tragedia privata di una famiglia.
L'idea del libro, infatti, - ha raccontato ieri Ziarati - è nata quando lo scrittore ha saputo che sarebbe diventato padre. Ziarati vive in Italia dal 1981, a Torino, dove si è laureato, lavora come ingegnere professionista, e ha sposato un'italiana: alla notizia della futura paternità, ha acquistato un quaderno e una matita e si è messo a scrivere la storia della propria famiglia, in italiano, per raccontare al figlio chi era sua nonna e il motivo per cui avrebbe parlato, oltre all'italiano, anche una lingua che molti suoi compagni di scuola non avrebbero capito.
«Volevo mostrare in modo abbastanza semplice, con la leggerezza che Italo Calvino insegna, una tragedia famigliare in cui nessun componente della famiglia muore, ma in cui la famiglia è obbligata a dividersi, a sparpagliarsi in giro per il mondo», ha spiegato Ziarati. E così nel romanzo, che percorre un'infanzia, da quando Alì, il protagonista, ha meno di 7 anni, alla sua adolescenza (e passa quindi dall'Iran dello scià Reza Pahlevi a quello della repubblica islamica di Khomeini), la Grande Storia, pur portando il dramma e la tragedia in casa di Alì, è solo accennata, mentre al centro dell'interesse è la storia personale di questo bambino, dei suoi genitori e dei suoi fratelli.
Nonostante il modo lieve con la quale viene trattata la Storia con la esse maiuscola, dalle pagine del romanzo traspare tuttavia chiaramente il peso di quest'ultima, la storia di un Paese che passa da un regime oppressivo e pesante a un altro di gran lunga peggiore. Se sotto lo scià non c'era libertà di stampa e di espressione - ha spiegato Ziarati - con Khomeini è stata tolta agli iraniani anche la libertà di sentire o fare musica, di fare o guardare film, di leggere libri? sono stati introdotti una serie infinita di divieti per gli uomini e, ancor più, per le donne, che hanno radicalmente cambiato il modo di vivere della gente. La rivoluzione khomeinista, nella quale molti avevano sperato - ha raccontato l'ospite - non è dunque servita a niente e, al contrario, ha fatto scendere sul paese una notte improvvisa, avvolgendolo nell'oscurità e in un "silenzio assordante".

CATERINA CARAVAGGI

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