Giovedì 28 Settembre 2006 - Libertà
Dopo il protocollo d'intesa siglato con il Comune
Solenghi (Solco): più lavoro ai soggetti svantaggiati
Più aumentano le commesse affidate alle cooperative di servizio che impiegano persone disagiate, più si allargano le possibilità di trovare un'occupazione a chi, altrimenti, non avrebbe scelta. La notizia che il Comune si impegna con un protocollo d'intesa per favorire l'occupazione dei soggetti deboli, allarga gli orizzonti al consorzio il Solco, che in questo modo vede lievitare le possibilità di impiegare i propri addetti. «Dei nostri trecento soci, la metà sono soggetti svantaggiati (ex tossicodipendenti, disabili fisici e psichici, detenuti in semilibertà) che non hanno altra possibilità di trovare lavoro - ha ricordato ieri Pierangelo Solenghi, presidente del consorzio Solco -. Per alcuni di loro è solo un momento di transizione, in concomitanza con il periodo di recupero sociale e professionale, per altri, invece, è una condizione definitiva». Per il consorzio che riunisce in sè 13 cooperative sociali di tipo B (ossia dedite a questa finalità sociale, e appartenenti sia a Confcooperative che a Legacoop) , la promessa di un ampliarsi dell'impiego è una sfida entusiasmante. «Fino ad ora l'esperienza di inserimento lavorativo è stata più che positiva», ha concluso Solenghi.
Il protocollo ha un duplice vantaggio. «In questo modo si conferisce un maggiore peso imprenditoriale alle cooperative di tipo B, oltre che creare occupazione stabile e riconosciuta per i soggetti svantaggiati - ha sottolineato l'assessore ai Servizi Sociali, Leonardo Mazzoli -. Il Comune si impegna a riconoscere tra i servizi e prestazioni da esternalizzare, una parte da destinare alle cooperative».
Di questo e del progetto "Sin.te.si - Sinergie territoriali per l'inclusione sociale" si è parlato ieri all'auditorium della Fondazione. Sin.Te.si (concretizzazione territoriale dell'iniziativa comunitaria Equeal fase II) è stato illustrato dall'assessore provinciale alla Formazione, Fernando Tribi, che ha ricordato come l'iniziativa, partita nel luglio 2005 e destinata a concludersi nel 2008, sia finalizzata ad aumentare l'inclusione socio-lavorativa degli immigrati, dei disabili e svantaggiati nel mondo del lavoro. Gli obiettivi del progetto includono il favorire l'inclusione sociale attraverso l'integrazione scolastica e il rafforzamento dell'accoglienza, la stesura di un piano sperimentare per regolamentare il lavoro nei servizi privati di cura e per la promozione dell'autoimprenditoria dei soggetti coinvolti.
Durante la mattinata sono intervenuti anche Francesco Ripa di Meana, direttore generale dell'Ausl e Marco Carini di Legacoop.
Ilaria Molinari