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Giovedì 5 Ottobre 2006 - Libertà

"Scrivere l'arte" alla Ricci Oddi

Domeniche in galleria
tra arte e letteratura

Si inaugura domenica mattina, alle 10.30, il quarto ciclo di Scrivere l'arte ideato da Stefano Fugazza, direttore della Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, e portato avanti ora anche grazie alla collaborazione di Paola Bassi.
In questo ciclo, come nei tre precedenti, è rispettato l'impegno settimanale che per cinque domeniche consecutive vede protagonisti cinque scrittori italiani: a loro è stato chiesto di scegliere un'opera del museo e di scrivere un racconto ad essa ispirato, in seguito di venire a leggerlo e a discuterlo con gli appassionati che hanno ormai imparato ad affollare l'aula didattica "G. Sidoli".
La qualità dell'iniziativa è come al solito davvero alta. A testimonianza di questo si può citare da un lato il convinto sostegno che Scrivere l'arte riceve da parte dell'assessorato alla cultura del Comune di Piacenza e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dall'altro il fatto che a presenziare a questi incontri non sono solo i piacentini, ma si contano nel pubblico anche persone che vengono appositamente da altre città. Al termine degli incontri poi non è banale ricordare che c'è un momento conviviale grazie al supporto del Lions Club Sant'Antonino che offre l'aperitivo unitamente alla Cantina Ferrari e Perini che propone i suoi vini. Non è banale ricordarlo perché un momento del genere ha un valore specifico: quello di poter incontrare gli scrittori a microfono spento, di parlare loro come si parla agli amici, superando così l'eventuale timidezza del dover fare domande in pubblico.
Ad aprire il ciclo sarà il giovanissimo Alcide Pierantozzi, scrittore abruzzese trapiantato a Milano, che ha profondamente colpito l'immaginazione degli addetti ai lavori con un esordio singolare: il romanzo Un in diviso (Hacca), un horror filosofico che muove dall'ultimo Pasolini e fa proprie le risorse di un linguaggio alto e letterario. Pierantozzi si è ispirato a A Lozzolo (1871) di Vittorio Avondo.
A seguire, domenica 15, il bolognese Maurizio Matrone, poliziotto e scrittore, uno dei più interessanti giallisti contemporanei, che offrirà una sua lettura dell'Interno con la coperta rossa (1921) di Mario Cavaglieri. Il 22 ottobre sarà la volta di un altro giovane, il reggiano Ivano Bariani, che dopo romanzi divertenti e dissacranti come Pico (Edizioni Clandestine, 2003) e Sedici vitamine (minimum fax, 2005) è atteso alla prova del terzo libro, in uscita da Sironi, e intanto ci racconta a modo suo una Veduta di un paese su un lago (1849 circa) di Antonio Fontanesi.
Segue Andrea Bajani, domenica 29, romano di nascita ma torinese d'adozione, che dopo i volumi per Portofranco e peQuod è approdato a Einaudi pubblicando Cordiali saluti (2005) e Mi spezzo ma non m'impiego (2006), libri sul mondo del precariato che l'hanno portato a essere protagonista anche dell'ultima edizione di Carovane. Per lui l'ispirazione viene da Bimbi al sole (1860 circa) di Cristiano Banti.
Da ultimo chiude un autore che gioca in casa, il piacentino Mauro Molinaroli, che il 5 novembre ci racconterà come vede la Ragazza nuda coricata (1926) di Giacomo Grosso. Ricordiamo il recente volume di Molinaroli approdato nelle librerie per i tipi per Berti: Quando avevamo ragione

GABRIELE DADATI

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