Venerdì 4 Agosto 2006 - Libertà
«Subito un'agenzia per governare la logistica»
Appello di Confindustria: più trasparenza sullo sviluppo di un settore che rischia la congestione
Subito un'authority per governare lo sviluppo della logistica piacentina. Altrimenti Piacenza rischia di trovarsi sul fianco est una città-satellite di enormi proporzioni, ma disordinata e priva di servizi, a cominciare dalla viabilità, senza attenzioni ecologico-ambientali, offrendo oltretutto il destro a speculazioni immobiliari.
L'appello agostano non è fuori stagione. Anzi. L'indomani della visita piacentina del sottosegretario Giovanni Lorenzo Forcieri (Difesa) c'è talmente tanta carne al fuoco sull'area logistica di Le Mose che le categorie economiche sentono la necessità di far sentire la loro voce. In primis interviene Angelo Mazzoni, amministratore di Piacenza Intermodale Spa e soprattutto caposezione della Logistica di Confindustria Piacenza.
«E' necessario arrivare in tempi brevissimi ad un tavolo di concertazione - sostiene Mazzoni - ma è soprattutto importante che si costruisca un gruppo operativo, penso ad una agenzia mista pubblico-privata che diventi un interlocutore autorevole per non lasciar cadere certe opportunità per il settore logistico piacentino. Ci sarebbe anche una sede ideale, l'ex Casino Mandelli, proprio nel cuore dell'area logistica». Il tema, sollevato per la prima volta dal manager Giacomo Marazzi, attuale presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, e poi ripreso da Sergio Giglio, presidente degli industriali piacentini, non ha ancora la giusta concretezza.
Un esempio: l'aeroporto di San Damiano, in dismissione da parte dei militari entro il 2011 e con un futuro da scalo merci davanti a sé. «Ecco, prendiamo l'aeroporto, in prospettiva diventa necessario capire come utilizzarlo, dal 2007 avremo anche la superstrada che collega Piacenza a San Damiano, realizzata dalle Centropadane. Occorrerà prendere contatti con gli altri aeroporti intorno a Piacenza, da Milano a Brescia a Bergamo, e chi va a parlare se non c'è un organismo deputato e rappresentativo per questo sviluppo logistico? L'aeroporto non può porsi in alternativa ad altri scali, va cercato viceversa un rapporto di collaborazione».
San Damiano è un caso, ma Mazzoni elenca una serie di temi aperti: si vuol realizzare a Piacenza il polo di protezione civile del Centro Nord, ne hanno parlato Gianluigi Boiardi, presidente della Provincia e Sandro Busca, segretario provinciale della Cisl, alla presenza del sottosegretario Forcieri, ma occorre pensare alle infrastrutture collegate. Poi c'è il famoso nuovo polo militare da realizzare a Le Mose, chiederà spazi enormi ma nessuno dice dove crescerà esattamente. E con quali strutture di collegamento.
C'è il centro polivalente o centro-moda che si vuol far nascere sempre a Le Mose e che, se ottenesse il via-libera amministrativo, implicherebbe un ripensamento della viabilità. Non solo, in un giro di anni ragionevole lo scalo merci di Piacenza diventerà un polo di riferimento per il centro nord. Poi c'è l'attuale area logistica, due milioni e mezzo di metri quadrati occupati da grandi insediamenti, ma ancora non dotati di servizi adeguati. E realtà importanti, per esempio Unieuro, insediandosi a Piacenza pongono anche problemi abitativi per i lavoratori in ingresso. Temi che coinvolgono l'intera città, la provincia, le forze pubbliche e private. «E' chiaro che una cabina di regia non può mancare oltre» sostiene Confindustria, per definire le localizzazioni, per ottimizzare le infrastrutture.
«Il mondo imprenditoriale guarda con interesse alle opportunità economiche che si aprono sul versante del terziario, ma c'è il rischio - conclude Mazzoni - che la crescita avvenga senza trasparenza e senza programmazione, a macchia di leopardo. E se non saprà crescere bene, logistica piacentina corre il rischio di un flop».
Patrizia Soffientini