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Domenica 6 Agosto 2006 - Libertà

Aiuti per i bambini colombiani di suor Dina

Consegnati dal gruppo cooperativo alla missionaria piacentina
L'altra sera ad Alseno un incontro per dare sostegno alla religiosa che, originaria di Bettola, vive in Colombia dal 1971

ALSENO - Lo aveva anticipato a febbraio, durante un incontro in Colombia, che quest'anno sarebbe tornata a Piacenza, aggiungendo «se Dio vorrà». E suor Dina Repetti, missionaria piacentina della Fondazione Hogar divino amor, è a Piacenza e verso la fine del mese farà rientro, dopo un breve soggiorno a Roma, dai suoi bambini ad Aquachica.
Nata a Bettola suor Dina alloggia in questi giorni a Pontedellolio dove tanti anni fa ha conosciuto don Gianni Cobianchi, per anni missionario in Brasile e attuale aiuto parroco di Fiorenzuola, che l'altra sera ha organizzato una cena in suo onore ad Alseno nell'asilo parrocchiale insieme a Nanda Merli segretaria della Fondazione Clelia Pallavicino Fogliani che gestisce la struttura per l'infanzia. Presenti, tra gli altri, il parroco di Fiorenzuola Gianni Vincini, quello di S. Lazzaro Piero Bulla, Giuseppe Emiliani parroco di Alseno e presidente della Fondazione Pallavicino Fogliani, il sindaco di Alseno Maurizio Villa, quello di Fiorenzuola Giovanni Compiani, il vice presidente della Provincia Mario Spezia e i presidenti delle coop che compongono il Gruppo cooperativo Fabio Salotti (Piacenza 74) e Ivano Bertani (Val d'Arda). La cena è stata l'occasione per il Gruppo cooperativo Piacenza 74 e Val d'Arda, e per altre realtà locali, per consegnare il contributo a sostegno dell'ultima sfida di Dina Repetti, la costruzione della sesta casa famiglia per bambini ad Aquachica nella regione del Cesar, a 6 ore di auto dal mare caraibico di Santa Marta, località turistica dove una delegazione delle cooperative di costruzione ha incontrato la missionaria a febbraio. Da 36 anni Dina Repetti è in Colombia: arriva nel 71 e da allora vi resta salvo qualche rientro, ogni 3 anni circa, a Piacenza. La Congregazione delle Figlie della Madonna del divino amore, fondata nel 1992 e presente anche in Perù, Brasile, Filippine e India, in Colombia si dedica ai bambini in difficoltà, spesso denutriti e abbandonati da famiglie che non sono in grado di allevarli. Ad Huila sorge un ricovero per anziani e una struttura dove studiano una quarantina di ragazze, mentre a Bucaramanga sono oltre mille i ragazzi che frequentano un collegio. Ma è ad Aquachica che suor Dina si dedica ai più piccoli: attualmente sono 55 i bimbi ospitati in 5 case su ognuna delle quali viene riportata con una targa il nome del finanziatore. Molti sono piacentini, come il Comune di Pontedellolio e una famiglia di San Giorgio. «Questa non è un'iniziativa isolata - spiega il presidente di Piacenza 74 Fabio Salotti - ma fa parte di un serie di relazioni con i Paesi in via di sviluppo: negli anni scorsi abbiamo contribuito al recupero di un convento a Cuba, l'anno scorso in occasione di Carovane abbiamo allacciato rapporti con il Mozambico e in uno dei prossimi viaggi che abbiamo in programma saremo in Brasile, dove intendiamo fare azioni concrete di sostegno». Dina Repetti riceve l'affetto e il sostegno alla sua missione con un certo imbarazzo. E' emozionata e frastornata, ammette lei stessa quando ringrazia tutti. «E' sempre una grande gioia - commenta - tornare in famiglia, tra gli amici e nel proprio Paese: non ci si sente conto dell'importanza delle radici fino a quando non si vive lontano e ci si rende conto di aver perso qualcosa». Ad Aquachica - riferisce suor Dina - «abbiamo accolto negli ultimi mesi tanti bambini molto piccoli in situazioni disastrose: dalla denutrizione derivano diverse malattie e servono molto anni per guarire». Per far posto a questi nuovi ingressi la comunità cerca di far ritornare i ragazzi più grandi nelle loro famiglie se ci sono le condizioni ed entro l'anno dovrebbe sorgere la nuova casa che potrà ospitare un'altra decina di bambini. La situazione della Colombia resta difficile e - racconta suor Dina - la conferma del presidente Alvaro Uribe, recentemente rieletto, ha nell'immediato reso ancora più aspra l'attività della guerriglia. «Uribe, avendo anche provato direttamente il dramma dei sequestri, è deciso a portare maggiore sicurezza nel Paese, ma non è facile anche se viene aiutato dagli Stati Uniti». La stessa comunità di Aquachica ha subito, negli anni scorsi, un tentativo di sequestro della missionaria piacentina e il rapimento di un bambino, mentre recentemente è restata 15 giorni senza luce per il taglio dei fili della corrente.
La Fondazione è poi impegnata in un'opera di evangelizzazione in un Paese che «vede una grande diffusione di sette protestanti ed è caratterizzata da molto disordine morale», ma i risultati arrivano visto che «sono le ragazze che vengono da noi per essere orientate. Forse la miseria fa sentire maggiormente il bisogno di Dio e anche la nostra opera è una goccia di amore di Dio in mezzo alla violenza». Per Dina Repetti la sua missione «è un piccolo strumento in mano al Signore: io ricevo molto di più di quello che faccio e sul futuro - chiude la missionaria - non faccio programmi: il mio detto è niente chiedere, niente rifiutare». Resterà in Colombia per sempre? «Io non so quale sarà il mio futuro, sarò dove Dio vorrà".
Marta Tartarini

Marta Tartarini

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