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Giovedì 27 Luglio 2006 - Libertà

Palazzo Farnese - Sei sale ospiteranno, da settembre, 91 delle 899 opere donate alla Diocesi

Tesori d'arte tra De Chirico e Fontana
Ecco come sarà la mostra della collezione Mazzolini

È stato completato il progetto dell'allestimento della mostra L'anima del Novecento da De Chirico a Fontana. La collezione Mazzolini, che si inaugurerà il 30 settembre a Palazzo Farnese. L'esposizione, a cura di Renato Barilli, sarà l'occasione per presentare per la prima volta al pubblico una selezione di quadri e sculture provenienti dal cospicuo lascito (899 opere) che Domenica Rosa Mazzolini, originaria di Brugnello in Valtrebbia, ha voluto destinare alla diocesi di Piacenza-Bobbio.
Ieri pomeriggio, don Giuseppe Lusignani, coordinatore del comitato scientifico della mostra, ha illustrato nella sede della società "Il Cenacolo" a Le Mose, che si occupa degli aspetti organizzativi de L'anima del Novecento, il plastico del percorso espositivo realizzato nello studio milanese dei progettisti Franco Origoni e Anna Steiner.
Le 91 opere verranno disposte in sei sale al pian terreno della cittadella viscontea, uno spazio periodicamente adibito a mostre, il cui ingresso sarà però invertito e posto sotto il loggiato. «L'esposizione seguirà un discorso di carattere cronologico, focalizzandosi su alcuni degli artisti meglio rappresentati nella donazione, partendo da Carrà e De Chirico, per terminare con gli anni '60 di Baj, Scanavino e Tancredi».
Ci saranno anche dipinti di Rosai, Birolli, Fontana, un nucleo particolarmente interessante di opere di De Pisis (che Rosa Mazzolini conobbe personalmente e frequentò anche nell'ultimo doloroso periodo di malattia a Brugherio), Funi, Tosi, Guidi, Veronesi e Manzoni (un intenso Achrome). «Il comitato scientifico - ha spiegato don Lusignani - ha scelto 110 opere della collezione, ritenute particolarmente significative. In mostra ne verranno esposte una novantina, mentre saranno tutte presenti nel catalogo edito da Electa». L'anima del Novecento, che rimarrà aperta al Farnese fino al 4 febbraio, avrà anche una serie di manifestazioni collaterali che - ha precisato don Lusignani - sono ancora in via di definizione e verranno annunciate prossimamente, così come l'articolazione delle mostre collegate (tra le sedi, ipotizzate in passato, il Palazzo Vescovile di Bobbio e il Palazzo del Podestà di Castellarquato). Novità in vista anche sul fronte della Fondazione che dovrà gestire il patrimonio artistico della diocesi, compresa la collezione Mazzolini. «Verrà costituita in tempi brevissimi. Sarà una fondazione di partecipazione, a carattere prefettizio, non ecclesiastico. Il nome ricorderà i santi patroni della diocesi, Antonino e Colombano».
Sui soggetti che vi partecipano (soci fondatori e aderenti), si saprà qualcosa di più nelle prossime ore. Nessuna indicazione invece su dove potrà vedere la luce il museo diocesano («Si sta comunque lavorando per concretizzare questo progetto»), mentre pare ormai definitiva la collocazione permanente di un centinaio di opere della collezione Mazzolini nel palazzo ex Enel in via S. Franca, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano e contiguo alla Galleria d'arte moderna "Ricci Oddi".
Il lascito Mazzolini comprende la raccolta del medico Giovanni Battista Simonetti, presso il cui studio proctologico Rosa Domenica Mazzolini prestava servizio come infermiera. La collezione che il chirurgo aveva costituito in cinquant'anni, alla sua morte è passata a Mazzolini, che l'ha ulteriormente arricchita «grazie al rapporto privilegiato» instauratosi nel tempo con numerosi artisti. Quadri e sculture rimasti quasi del tutto inediti e che anche i critici più esperti del periodo preso in esame hanno scoperto soltanto quando è stata resa nota la donazione piacentina.
Il progetto L'anima del '900 è frutto della collaborazione tra la diocesi e la società "Il Cenacolo", con il patrocinio e il supporto di enti pubblici e privati.

Anna Anselmi

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