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Venerdì 21 Luglio 2006 - Libertà

La lezione del maestro nei film di tre ex allievi

Bobbio Film Festival

BOBBIO - Nuovo appuntamento con il Bobbio Film Festival: dopo la sosta di questa sera, domani la rassegna ripartirà a pieno regime con la proiezione, prevista per le 21.15, di Anche libero va bene. Sarà presente in sala il regista Kim Rossi Stuart, in compagnia dell'attrice Barbora Bobulova, protagonista del film.
Ieri il festival ha offerto la proiezione dell'ultima pellicola di Pasquale Scimeca, La passione di Giosuè l'ebreo, mentre mercoledì il cinema Le Grazie ha visto la rimpatriata di tre ex alunni del laboratorio bobbiese, la fiorentina Cristina Casini e i piacentini Francesco Barbieri e Andrea Canepari, accompagnati dal critico cinematografico Steve Della Casa.
La prima, che ha frequentato la Masterclass edizione 2005, ha portato in sala il suo mediometraggio intitolato Per me è l'estate, brillante opera che dipinge il rapporto tra Marco Bellocchio e la scuola per aspiranti filmaker alla quale, da dieci anni, egli si dedica con tanta passione.
«Durante lo stage dello scorso anno - ha raccontato Cristina - ho colto l'opportunità di realizzare un mio lavoro, che non fosse un semplice backstage ma un'opera che seguisse un suo specifico tema». La giovane artista ha quindi aggiunto: «Bobbio rappresenta l'immaginario di Marco, in cui ritrovare i temi a lui cari». «Bellocchio - ha poi proseguito la Casini - lavora spesso con attori che attinge dalla propria famiglia, perché lavora molto sulla persona e, dunque, vuole attorno a sé gente che conosce bene. Questo è un aspetto molto interessante. Così ho pensato, assieme ad un altro corsista, Antonio Montellanico, di filmare il maestro in questo contesto, facendo interviste a lui, a Donatella Finocchiaro e a tre compagni di corso, che provenivano da diverse esperienze cinematografiche».
Percorso diverso per Barbieri e Canepari, che hanno portato il giro per l'Italia il loro affermatissimo Noi siam nati chissà quando chissà dove, documentario sulla Resistenza a Piacenza che fa della puntigliosa ed approfondita ricerca il suo punto di forza. I due registi, che hanno ben figurato al Torino Film Festival, hanno rivelato: «Abbiamo finalmente raccolto i frutti del nostro lavoro e possiamo fare un bilancio positivo, anche se si è trattato, sinceramente, di un successo inaspettato. E giungere a Bobbio con questo film - hanno proseguito - è motivo di ulteriore orgoglio».
Riguardo alla loro permanenza a Fare Cinema nel 2003, Canepari e Barbieri hanno sottolineato: «E' stata un'esperienza determinante, che ci ha permesso di partecipare al percorso completo di realizzazione di un film».
I due guardano già avanti, come è emerso dalle parole di Canepari: «Io e Francesco vorremmo realizzare un film completamente di fiction, ma per ora il progetto più concreto sembra essere una docu-fiction sullo stile della precedente».
Mercoledì non sono mancati nemmeno i consigli alle nuove leve: «Fare film costa molti sforzi; bisogna tener duro e crederci sempre, anche se questa può sembrare una frase banale».

Manuel Monteverdi

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