Venerdì 14 Luglio 2006 - Libertà
Conto alla rovescia per l'inizio del laboratorio cinematografico e del Bobbio Film Festival al cinema Le Grazie
"Fare Cinema" andrà oltre Bellocchio
Il regista: «La formula adottata finora chiuderà quest'anno»
Bobbio - E' incominciato il conto alla rovescia verso la decima edizione di Fare Cinema, il laboratorio cinematografico bobbiese ideato e realizzato dal regista Marco Bellocchio. Il maestro, reduce dalla sezione Un Certain Regard dell'ultimo festival di Cannes con Il regista di matrimoni, dal 17 al 29 luglio dirigerà il "Masterclass di tecnica cinematografica" dedicato ad operatori cinematografici e televisivi. Già domenica prossima però, Bellocchio inaugurerà al cinema Le Grazie il Bobbio Film Festival, una vetrina trasformatasi nel tempo in una grande kermesse dedicata alla settima arte.
A pochi giorni dal via, Bellocchio ci ha permesso di condividere alcune sue riflessioni sulla nuova avventura.
Maestro, "Fare Cinema" compie dieci anni. Qual è il suo stato d'animo a pochi giorni dall'inizio di questa nuova avventura?
«Posso dire che il mio entusiasmo è intatto; non conosco il gruppo dei nuovi praticanti che prenderanno parte al corso, ma dai loro curriculum deduco che siano molto preparati».
Qual è il suo proposito per "Fare Cinema 2006"?
«Sarà come sempre una riflessione profonda sul fare cinema: i ragazzi già da anni mettono in evidenza una tecnica di base acquisita a priori. Non resta che riflettere, appunto, sul come esternare e realizzare questa forma d'arte. Io, d'altro canto, cercherò di trasmettere loro tutta la mia passione».
In che cosa consisterà questo approfondimento?
«Anche quest'anno io, la troupe e i ragazzi gireremo un corto nella cornice bobbiese e dedicheremo tutto il tempo a disposizione alle riprese».
Ha già un'idea che possa ispirare la storia?
«Si, ho qualcosa in mente, ma è ancora troppo presto per svelarla».
Chi parteciperà al film?
«Il film dovrebbe essere interpretato anche quest'anno da Donatella Finocchiaro e da mio figlio Pier Giorgio. Sarà la conclusione di un percorso familiare iniziato nel '99 quando mia figlia, Elena, aveva solo quattro anni. Ora è cresciuta, il tempo è passato ed è ora di chiudere questo cerchio».
A tanta programmazione corrisponderà anche una certa improvvisazione, giusto?
«Certamente. Al di là delle idee iniziali, tutto sarà legato alle circostanze e molto dipenderà dal saper improvvisare».
Per quanto riguarda il Festival serale, sembrava inizialmente che quest'anno non vi sarebbe stato spazio per i critici cinematografici. E' così?
«No, posso dirvi, al contrario, che tra i vari ospiti ci saranno anche alcuni noti critici. Ad esempio, verranno certamente Enrico Magrelli e Stefano Della Casa».
Se dovesse fare un bilancio delle precedenti edizioni di laboratorio e festival, che conclusioni trarrebbe?
«Il bilancio è assolutamente positivo. Questo progetto si basa su un principio molto semplice che si ritrova in tutte le cose della vita: bisogna cercare di non fermarsi ai buoni risultati, ma andare avanti per migliorarsi».
In che cosa può migliorare, dunque, "Fare Cinema"?
«Il corso e il festival si miglioreranno se non rimarranno identificabili solo con me. Spero, cioè, che si trovi un gruppo valido per gestire il tutto nei prossimi anni».
Questo sembra implicare un cambiamento imminente?
«"Fare Cinema" non può essere solo Bellocchio: questa formula, adottata fino ad ora, è destinata a chiudere quest'anno. Ci vorranno altre forze a cui trasmettere il testimone, che vogliano affiancarmi».
Lei parla di affiancamento: significa che rimarrà comunque al timone bobbiese anche in futuro?
«Certo, perché non ho intenzione di mollare. Se il tempo e la salute continueranno a permettermelo, proseguirò questo discorso senza alcun dubbio».
Manuel Monteverdi